Risparmio Energetico
Rispetto per il verde e risparmio energetico sono due faccie della stessa medaglia. Lo sfruttamento delle energie rinnovabili permette un risparmio
diretto e possibilità di guadagno: Il fotovoltaico sul tetto, il solare termico,
la generazione di energia attraverso le caldaie a biomassa per la
produzione di calore per il riscaldamento e per l'acqua calda sanitaria
sono delle opportunità da non sottovalutare.
Per chi ha una casa in Toscana
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Variante PRG ?
Variante PRG
Speculazione Edilizia, aumento del carico urbanistico, traffico, inquinamento.
A gennaio sono in discussione proposte di varianti del Piano Regolatore, l'obiettivo costruire costruire costruire... Nessuno ne parla.
Scarica una delle proposte di variante.
Ecomuseo
Il Municipio 6 approva l'Ecomuseo e dice no alla cementificazione del comprensorio
Primo, importante traguardo raggiunto dall'Osservatorio Casilino e
da tutti coloro che si battono per la valorizzazione delle risorse
naturalistiche, antropologiche e
storico-archeologiche del nostro territorio.
Lunedì 24 Gennaio il Consiglio del Municipio VI ha deliberato con schiacciante
maggioranza in favore dell'Istituzione dell'ecomuseo Ad Duas Lauros.
Delibera approvata
Volantino dell'ecomuseo
Qualità dell vita
Benessere e qualità della Vita
Una ricerca dell'Università Roma Tre analizza il Benessere e la qualità della vita nei Municipi di Roma.
Il VI Municipio si attesta tra gli ultimi.
Migliorare l'ambiente e le qualità della vita ci sembra essenziale, l'Ecomuseo ed il cemento zero (0) sono solo l'inizio di un percorso.
Petizione Comprensorio
Alt !!!
I comitati e le associazioni del VI Municipio prendono posizione diffidando il Comune e lo staff del Sindaco a perseguire la progettazione del nuovo piano particolareggiato Casilino favorendo la speculazione edilizia ed estromettendo i cittadini dal percorso di partecipazione che permetterebbe loro di dire la propria sul territorio dove vivono.
La diffida.
Petizione per il Comprensorio Casilino - I manifesti dell'iniziativa
Sotto la vecchia rimessa un'area archeologica
Un pavimento in mosaico, un altare, un
colombario con stucchi e intonaci dipinti, frammenti di marmo e di
sarcofagi con epigrafi, una larga vasca. Sotto quella che per più di
mezzo secolo è stata una rimessa dell'Atac, costruita allora uando la
zona era aperta campagna, accanto al cimitero del Verano, ecco un'area
archeologica. Succede in zona piazza Bologna, via della lega lombarda a
Roma. Al posto dell'antico ricovero per autobus, demolito tutto ad
eccezione dell'ingresso, vincolato dalla Soprintendenza alle belle arti,
gli scavi hanno occupato gran parte dell'area destinata a un
prestigioso e avveniristico nuovo complesso di case di pregio e edifici
commerciali e direzionali, ecosostenibile e con la compensazione di una
piccola biblioteca e di qualche alloggio a prezzo calmierato da dare in
gestione ai servizi sociali del municipio. Leggi tutto
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Torpignattara al Bivio |
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Giovedì 12 Gennaio 2012 07:15 |
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di Valeria Garbati –Comitato Torpignattara
Territorio poliedrico, Torpignattara, ricco di sfaccettature,
groviglio di problemi complessi e potenzialità incredibili. Universo
multietnico in costante divenire, compresso in uno spazio ristretto,
dove scenari urbani e rurali di suggestiva bellezza faticano a
squarciare la crosta di degrado e di cemento che li soffoca. Terra di
approdi Torpignattara, di un pellegrinaggio mai cessato nei secoli
cominciato dai primi cristiani che lungo le rotte della Fracigena si
fermavano qui per omaggiare la tomba di Sant’Elena e arrivato ai giorni
nostri con le migrazioni del dopoguerra, dapprima dal centro e sud
Italia, ora dal sud del mondo.
Ne avrebbe di cose da mostrare, da raccontare e probabilmente anche
da insegnare Torpignattara se solo qualcuno avesse interesse a venirle
scoprire. Credo di non esagerare dicendo che per la complessità
antropologica e culturale, per la ricchezza del patrimonio archeologico e
per lo straordinario ecosistema rurale rappresentato dal Comprensorio
Casilino, Torpignattara è, a livello accademico sia nazionale che
internazionale, uno dei quartieri più studiati di Roma.
Ma sono in pochi a volersene interessare. Sicuramente non le
istituzioni che si ricordano di Torpignattara solo quando si tratta di
darla in pasto agli appetiti voraci delle solite lobbies di palazzinari,
poco importa se i parametri ambientali dimostrano chiaramente che non è
in grado di sopportare un solo grammo di cemento in più, o dei media a
cui piace evocare il termine banlieue o periferia marginale nonostante
sia a due passi dal centro senza probabilmente aver mai fatto lo sforzo
di varcare il confine per tentare di capire cosa c’è veramente da
queste parti.
Una volta in un incontro in una sede istituzionale qualcuno mi ha
detto “voi siete considerati territorio di risulta “ come dire siete la
serie B, quindi aspettatevi di tutto o meglio non aspettatevi nulla.
Nessuna attenzione, nessun investimento che non sia puramente
speculativo, nessun intervento per favorire il benessere diffuso,
nessuna prima pagina per dire che qui sta nascendo l’unico ecomuseo
urbano a Roma ovvero una realtà innovativa, un modello di sviluppo
sostenibile che salvaguarda e valorizza il territorio in alternativa
all’economia del cemento, dei centri commerciali e del traffico
insensato.
E’ dovuto succedere un fatto mostruoso per accendere i riflettori su Torpignattara.
Ma per favore, che ci vengano risparmiati i proclami e la retorica.
Ora c’è spazio solo per le scelte e le azioni.
Sono anni che Torpignattara denuncia, chiede, propone e aspetta.
-Aspetta di vivere nella sicurezza garantita oltreché dalla presenza
delle forze dell’ordine anche e ancor più dal ripristino di condizioni
di vivibilità ambientale degne di una capitale europea
-Aspetta: la riqualificazione del parco Almagià, uno dei pochi
giardini di Torpignattara, promessa da un anno e mezzo e ferma nel
pantano di un avvilente rimpallo di responsabilità
-Aspetta il compimento di Piazza Perestrello, il risanamento della
Marranella, di via Visconte Maggiolo, della stessa via Giovannoli che
pochi metri dopo il luogo del terribile omicidio sfocia in una
discarica a cielo aperto
-Aspetta l’apertura di una biblioteca, la riqualificazione dell’ex
cinema Impero nella desolazione di una pressochè inesistente offerta di
centri di aggregazione culturale
-Aspetta un serio progetto di mobilità sostenibile mentre, soffoca
per il traffico e vede passare ogni giorno i vecchi autobus dismessi
dal centro portati qui ad appestare l’aria con i loro fumi neri
-Aspetta che venga garantito il rispetto delle regole invece di
assistere al lassez faire generalizzato nei confronti di negozi aperti
alla rinfusa che smerciano alcol 24 su 24, di piazze, marciapiedi e
giardini ridotti a discariche, di macchine accatastate ovunque poco
importa se su strisce pedonali, marciapiedi e passaggi per disabili
-Aspetta l’apertura al pubblico delle Catacombe dei S.S. Marcellino e
Pietro, per estensione le terze della capitale e dell’annesso museo
archeologico
-Aspetta di diventare l’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros ovvero il
primo ecomuseo urbano di Roma . E con questo di vedere espresse e
valorizzate le sue enormi potenzialità tramutandosi in un esempio di
convivenza civile e in un modello di sviluppo sostenibile
L’elenco sarebbe ancora lungo. Mi domando però se i termini della
questione siano chiari alla processione di politici che in questi giorni
hanno scoperto l‘esistenza di Torpignattara o alle orde di giornalisti
piovuti in massa per raccontare l’immane dolore di una famiglia e lo
sgomento e la commozione di un intero quartiere. Avranno capito che
Torpignattara non può essere derubricata come materia di ordine
pubblico da porre al centro dell’attenzione il tempo necessario a che
si spenga la fiammella delle candele?
Mi auguro che il messaggio inequivocabile scritto sulle migliaia di
facce che ieri hanno sfilato alla fiaccolata, segno di una società
civile, viva, sana, consapevole e determinata non abbia bisogno di
altre tragedie come questa per essere compreso.
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Cemento al VI |
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Mercoledì 14 Dicembre 2011 14:57 |
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VI MUNICIPIO: TORNA L'INCUBO CEMENTO. IL CDQ TORPIGNATTARA CHIEDE CHIARIMENTI AL PRESIDENTE
Non
più tardi di una settimana fa, durante la riunione organizzata
dall'Osservatorio Casilino sui potenziali effetti del piano casa nel VI
Municipio, il presidente Palmieri aveva chiaramente fatto intendere alla
platea che il nostro Municipio non è più in grado di "assorbire" nuove
costruzioni.
Aveva indicato una via diversa di sviluppo del territorio
affermando che - sue parole - per bloccare nuove costruzioni sarebbe
anche disposto a gettarsi sotto le ruspe.
Sempre
durante quell'incontro il Presidente ha - sempre parole sue - affermato
che all'incrocio fra Via Tempesta e Via Perestrello non è prevista
alcuna edificazione abitativa.
Non esiste permesso a costruire se non un
parcheggio. Costruire case nell'area, quindi, equivale a commettere
reato.
Parole
chiare, non ambigue, definitive di cui va dato merito al Presidente.
Parole che purtroppo sono state contraddette pochi giorni (ore?) dopo.
Andiamo con ordine.
Nonostante
le rassicurazioni ricevute alcuni cittadini dell'area di P.zza
Perestrello continuavano a insistere sulla non regolarità del cantiere.
Mossi da tali insistenze abbiamo indagato. Una telefonata, un
appuntamento et voilà ecco spuntare una bella planimetria.
Un'intero
piano, vari tagli da 40 a 90Mq di un palazzo di prossima costruzione
all'incrocio fra Via Antonio Tempesta e Via Bartolomeo Perestrello.
Ovviamente con possibilità di parcheggio privato.
C'è
qualcosa che non torna in questa storia. La situazione è drammatica
nella sua semplicità: o si sta perpetrando una truffa o il Presidente
nasconde (o gli viene nascosto ad esser buoni) qualcosa.
Il
CdQ richieda una risposta chiara, precisa e possibilmente
"documentata". Anche perché se - nel "migliore" dei casi - si trattasse
di una truffa sarebbe quantomeno opportuno procedere presso le autorità
competenti.
Ma
"l'assedio del cemento" purtroppo non si limita alla sola Piazza
Perestrello.
Pochi giorni or sono, infatti, siamo venuti a conoscenza
dell'esistenza di una delibera dell'assessore Corsini che andrà in
votazione questa settimana.
Da
una lettura attenta effettuata da architetti, urbanisti e tecnici il
responso è senza appello: cemento a profusione su zone verdi, zone a
servizi e addirittura strade (!).
Per
ora non si parla espressamente del nostro Municipio ma la
preoccupazione è forte perché da un lato le NTA (per loro natura)
riguardano tutta la città, dall'altro perché, utilizzando spazi a
vocazione agricola con i Programmi integrati, mette in serio pericolo le
vaste aree di agro romano ancora numerose nel nostro territorio.
Un
nuovo colpo, insomma, fortissimo. Un attacco a cui il Municipio poteva
rispondere esprimendo parere negativo in quanto una delibera in tal
senso è prescritta dall'art.6 del Regolamento del Decentramento
Amministrativo. Da quanto ne sappiamo una simile parere (a differenza di
quanto fatto ad es. nel V, nel XVI e nel XX) non è stato espresso.
Ci
stiamo sbagliando? E' stato fatto? E se invece non è stato fatto perché?
Quali sono i motivi, le regioni, le opportunità politiche?
Noi del CdQ Torpignattara queste risposte le pretendiamo. Le pretendiamo ora. Le pretendiamo definitve |
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Piano Casa nel Comprensorio Casilino ? |
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Venerdì 18 Novembre 2011 13:51 |
CHE EFFETTI SORTIRÀ IL PIANO CASA NEL SESTO MUNICIPIO E NEL COMPRENSORIO CASILINO IN PARTICOLARE?
I
Comitati territoriali del Sesto Municipio, nel timore di assistere
ancora una volta ad una dissennata pioggia di cemento in un territorio
ai limiti della vivibilità, invitano Cittadini ed Istituzioni a
discuterne martedì 6 dicembre alle ore 21:00 nell’ Aula Consiliare in
piazza della Marranella 1.
Il "Codice dei Beni Culturali
e del Paesaggio" riferendosi a quanto previsto dalla Costituzione,
tutela e valorizza i beni culturali e paesaggistici impegnando gli enti
pubblici ad assicurarne la conservazione, la fruizione e la
valorizzazione.
Eppure ogni anno si costruiscono oltre 22 nuovi mc di
edifici per ogni abitante, che, nel 2011, ha quindi a disposizione
oltre 80 mq di superficie "coperta" riducendo quella "scoperta"
indispensabile per respirare, bere e mangiare.
Se si vuole
migliorare la qualità della vita e salvare l'inestimabile patrimonio
storico e culturale del nostro paese occorre quindi smettere di
continuare ad investire in nuova edilizia, oltretutto sottraendo
capitali indispensabili ad altri settori produttivi e di ricerca. Molti
immobili frettolosamente costruiti senza adeguata analisi delle
richieste e dei costi restano invenduti; altri destinati a mega centri
commerciali stanno distruggendo in poco tempo il tessuto sociale e
civile costruito attorno alle piccole attività commerciali .
Nei 19 municipi esistono circa 70.000 immobili illegali.
A ciò il Sesto Municipio aggiunge una serie di allarmanti primati negativi:
1) DENSITÀ ABITATIVA AL PRIMO POSTO NELLA CAPITALE
2) PERCENTUALE DI POLVERI SOTTILI NELL’ARIA AL SECONDO POSTO
3) PERCENTUALE DI VERDE PRO-CAPITE PROSSIMA ALLO ZERO
4) TEMPERATURA MEDIAMENTE SUPERIORE DI UN GRADO RISPETTO ALLA MEDIA CITTADINA
In
un territorio nel quale gli indici ambientali ci pongono ai livelli più
bassi della graduatoria di vivibilità e con lo sguardo puntato sulle
troppe aberrazioni prodotte dall’edificazione massiva, i Comitati
territoriali del Sesto Municipio riuniti sotto l’egida dell’Osservatorio
Casilino si interrogano su quali saranno gli effetti del piano casa
nel Sesto Municipio ed in particolare nel Comprensorio Casilino.
Il
timore è di assistere ancora una volta ad una dissennata pioggia di
cemento. Significativo, in proposito, è che perfino tra il precedente
governo e la giunta regionale si sia arrivati allo scontro aperto, un
"fuoco amico" fra esponenti della stesso schieramento politico, con
tanto di ricorso pendente avanti alla Corte Costituzionale. Ancora più
significativo è che tale conflitto verta proprio sulle norme del piano
casa regionale che arbitrariamente, e andando oltre l'edilizia
abitativa, incidono su piani paesaggistici, vincoli archeologici,
governo del territorio e condono. Segno evidente che nel Lazio è in
atto un vero colpo di mano sul territorio, sul paesaggio, sui beni
culturali e sull'ambiente, in cui l'arricchimento e il potere di pochi è
a danno di tutta la collettività e delle generazioni future.
Tra le
aree più a rischio ovviamente c’è il Comprensorio Casilino, unica e
preziosa enclave verde del Sesto Municipio, miracolosamente scampata
finora alla devastazione del cemento, ma da tempo nel mirino della
speculazione che freme per trasformare questa meravigliosa risorsa
naturalistica, storica, culturale ed archeologica, in una informe e
congestionata distesa di palazzi.
L’Osservatorio Casilino
chiede che il Compensorio Casilino venga inserito nelle aree da tutelare
proprio per evitare che il piano casa offra l’occasione per mettere
in atto scellerati progetti di edificazione con un danno irreversibile
al territorio e alla già depauperata qualità della vita dei suoi
abitanti.
Altra è la vocazione del Comprensorio Casilino,
vocazione che coniuga il rispetto per l’ambiente e la salute dei
cittadini con l’implementazione di un innovativo modello di sviluppo
sostenibile.
L’Osservatorio Casilino , interpretando e sostenendo
le istanze della cittadinanza, ha proposto che il Comprensorio Casilino
diventi un ecomuseo ovvero un contenitore aperto di spazi verdi e
servizi dove si goda la natura (il parco), la cultura, (i beni
archeologici) e la storia del territorio e dove nel contempo si creino
le condizioni per uno sviluppo economico ecocompatibile in grado di
generare benessere diffuso.
Il Consiglio Municipale ha recepito la proposta con delibera del 24 gennaio 2011.
Ma
in Italia purtroppo le buone idee e le valide proposte a tutela
dell’interesse pubblico trovano mille difficoltà e lungaggini mentre gli
interessi privati corrono veloci sui canali preferenziali ben oliati
dalle stesse Istituzioni. Non vorremmo che il piano casa diventi uno di
questi.
Per discuterne l’Osservatorio Casilino dà appuntamento a
tutti cittadini martedì 6 dicembre alle ore 21 nella Sala Consiliare
in Piazza della Marranella 1.
Alla riunione sono invitati a partecipare i rappresentanti istituzionali del Municipio sia di maggioranza che di opposizione.
Osservatorio Casilino |
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Un Ecomuseo per valorizzare il territorio |
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Lunedì 07 Febbraio 2011 17:57 |
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Il verde e la cultura creano veri posti di lavoro contribuendo a far crescere una economia sobria e duratura, costruire case e centri commerciali, dopo un
effimero boom iniziale, crea superaffollamento, soffoca il quartiere,
peggiora le condizioni di vita e di salubrità dell'aria, contribuisce al
degrado della civile convivenza.
Questo il punto di partenza ed il messaggio che i cittadini tramite i comitati di quartiere del VI Municipio inviano alla politica tutta.
- Indirizzare i problemi occupazionali cercando dei percorsi che sviluppino l’imprenditorialità nel quartiere a medio-lungo termine.
- Difendere le aree verdi per impiantarci attività che abbiano una ricaduta economica e positiva sulla qualità della vita.
- Valorizzare la cultura del settore recuperando l’enorme memoria storica presente, ma dimenticata e mai sfruttata, come centro di attrazione e volano dell’economia
Posti di lavoro ed imprenditorialità
Creare un polo di attrazione turistica per l’Italia e per il mondo. Utilizzare il richiamo della cultura dei nostri reperti storici per aumentare la ricchezza del territorio, per i commercianti, per i proprietari di case (coloro che le affittano), per i proprietari di Bed & Breackfast, per gli Hotel, aumentare e creare nuove opportunità, migliorare i servizi, migliorare le strade, la pulizia, il decoro, i negozi del quartiere. Far diventare il Comprensorio Casilino un quartiere turistico ricco e rinomato, chi fa impresa ci guadagna soldi chi ci vive ci guadagna in servizi.
Difendere le Aree Verdi
Utilizzare gli spazi verdi per i residenti e tutti coloro che afflusicono nel settore attratti dal richiamo culturale e dai servizi offerti. Per i residenti, ad esempio, creando dei giardini botanici, degli orti sociali dove chi vuole può coltivare un orto, avere occasione di rafforzare le relazioni sociali e intensificare i legami tra le persone, non ultimo essere esempio ed educazione per i giovani. Per coloro che affluiscono e che non risiedono nel quatiere creare servizi turistici, piazzole per camper o per roulotte, servizi igienici, noleggio bici, organizzazione visite turistiche e/o botaniche.
Valorizzare la Cultura
Riscoprire l’immenso valore storico e culturale del Comprensorio Casilino, le catacombe SS Pietro e Paolo, il mausoleo di Sant’Elena, Villa Gordiani, i nuovi reperti portati alla luce dagli scavi della metropolitana, collegarsi con le parrocchie e con le realtà esistenti sul territorio per far conoscere e pubblicizzare il valore del territorio e farlo diventare un centro turistico per niente secondo al Colosseo, a San Pietro od al centro di Roma.
L’Ecomuseo
Tutto ciò appena descritto è assimilabile ad un Ecomuseo, un polmone verde integro e intatto che assorbe lo scarico delle auto e ridona ossigeno nell’area, come avere un prato in mezzo al quartiere, ma un prato in grado di attivare energie nuove, economiche, culturali ambientali.
L’ecomuseo, un luogo in cui si conservano e si godono sia i beni naturali (il parco), sia quelli archelogici (i monumenti), sia quelli culturali (la storia del territorio). Serve all’ambiente perchè verde, serve alla storia perche la conserva, serve alle persone perchè le rilassa con il parco e le arricchisce come museo, serve al quartiere perche aumenta il verde, serve all’economia perchè aumenta il flusso dei turisti.
In sintesi
L'importanza strategica del turismo culturale in Roma e nel Lazio è provata da dati statistici e autorevoli analisi di settore:2010
Soprattutto dal primo rapporto, risulta che il Lazio, dopo i territori di Parigi e Londra è la terza regione turistica
d'Europa, e che " il turismo,
con quasi 10 mila
imprese (tra esercizi ricettivi, agenzie di viaggio e tour operator) e
160 mila addetti (secondo le stime più alte), pari al 10% del totale
industria e servizi (8,8% in Italia) rappresenta, dopo il
commercio, uno dei principali comparti occupazionali della regione ".
Le
magnifiche performance del turismo locale registrate da questi studi
dell'Istututo EURES, su dati 2008-2009, oggi sono ancora migliorate : Roma nel 2010 ha superato il record del 2007, anno già record del
turismo > con oltre 400mila arrivi in più rispetto al 2007, e presenze aumentate di 561mila unità !
"Un Ecomuseo per valorizzare il territorio" . |
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Città a misura di uomo
Ritrovare l'appartenenza ad una comunità, Quartieri dove tutto si può raggiungere a piedi.
Leggi tutto.
- Ogni città è composta da una federazione di quartieri, distretti, borghi e villaggi.
- Lo spazio pubblico è articolato in spazi aperti
d'incontro - piazze, giardini, aree di gioco e svago - e spazi aperti
di collegamento - viali, corsi, strade, vicoli, gallerie; gli spazi
pubblici e i tipi edilizi sono correlati da precise corrispondenze
formali e funzionali.
I luoghi di Pasolini
Una bellissima ricerca di Carlotta Di Santo che confronta fotograficamente come erano le borgate rappresentate nei film di Pasolini a come sono oggi.
Orti Sociali
Una pratica medievale di tipo comunitario, l’uso allodiale del
territorio per le attività agricole, suggerisce alla politica
contemporanea alcune risorse in grado di dare un ampio spettro di
risposte ai diversi problemi che i cittadini riconoscono come prioritari
- Sicurezza
- Rifiuti
- Carenza di servizi
- Carenza di spazi pubblici
- Decoro urbano
- Crisi economica
- Inquinamento
Maggiori dettagli
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Mercoledì, 22 febbraio 2012
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