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Monitoriamo lo stato delle aree verdi del V Municipio  !

Lista delle aree verdi (139.31 kB) censite nel V  Municipio.

Riempiamo il modulo al scheda rilevamento (117.78 kB) e spediamolo ad This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. , il risultato sarà quello di pubblicare su google map lo stato delle aree:

  • scaricare la scheda rilevamento
  • non dimenticarsi di inserire latitudine e longitudine affinche sia georeferenziabile il luogo, si utilizzino i numeri messi a disposizione da google map
  • inviare via mail il modulo riempito

I risultati saranno resi pubblici sul sito, al link

 

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Lettera per il Parco Centocelle (608.51 kB)  congiunta WWF - Italia Nostra - Legambiente per chiedere la riqualificazione del parco di Centocelle, la salvaguardia e la rivalutazione dei beni culturali ed ambientali presenti nell'area.

 

Il Municipio 6 approva l'Ecomuseo e dice no alla cementificazione del comprensorio

Primo, importante traguardo raggiunto dall'Osservatorio Casilino e da tutti coloro che si battono per la valorizzazione delle risorse naturalistiche, antropologiche e storico-archeologiche del nostro territorio. Lunedì 24 Gennaio il Consiglio del Municipio VI ha deliberato con schiacciante maggioranza in favore dell'Istituzione dell'ecomuseo Ad Duas Lauros.

Delibera Approvata   -----   Manifesto Ecomuseo - Lettera VI Municipio alla Pontificia Commissione Archeologica Sacra

Il vincolo che c'é

APPUNTO SUL VINCOLO DI TUTELA APPOSTO CON D.M. 21.10.1995 SUL COMPRENSORIO ARCHEOLOGICO “AD DUAS LAUROS”

di Emilio Giacomi

Nell’ambito del territorio del Comune di Roma (Municipio 5, nel quale sono stati accorpati gli ex Municipi 6° e 7°) è presente il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”,

di eccezionale valore paesistico conservando in larga parte intatte le caratteristiche ambientali del paesaggio storico della campagna romana ad est di Roma tra le valli del fosso della Maranella e del fosso di Centocelle, nell’area dell’antico praedium imperiale denominato “Ad duas lauros” tra le consolari Prenestina e Labicana”.

Detto Comprensorio “per i valori archeologico-monumentali e per l’attitudine che il suo profilo presenta alla conservazione del contesto di giacenza del patrimonio archeologico nazionale, cioè quale territorio delle presenze di rilievo archeologico” è stato riconosciuto meritevole di protezione per il suo valore storico-culturale.

Pertanto il Comprensorio “Ad duas lauros” con D.M. 21.10.1995 (163.89 kB) è stato :

Il Comprensorio “Ad duas lauros” è interessato dai Comprensori Tiburtino, Casilino e Centocelle del Sistema Direzionale Orientale del Piano Regolatore Generale del Comune di Roma.

Nei riguardi dell’apposizione del vincolo di tutela “Ad duas lauros”, alcuni privati hanno fatto ricorso al TAR del Lazio in data 4.12.1996 (67.64 kB), chiedendo l’annullamento del D.M. 21.10.1995 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali per due tipi di motivazione:

  • per l'inapplicabilità giuridica dello strumento di tutela adottato (vincolo paesistico ex Art. 1, lettera m della Legge 431/85),
  • per l'insussistenza della necessità della tutela delle aree in questione.

Il ricorso è stato accolto con Sentenza del TAR Lazio n. 12334 del 11.10.2006 solo per il primo dei due motivi.

La legge Galasso 431/85 impone infatti ope legis il vincolo paesistico su tutte le aree di interesse archeologico, ad esclusione di quelle ricadenti nelle zone omogenee di tipo A e B idefinite dal D:I. 1444 del 1968 e di quelle interessate da Piani Poliennali di Attuazione (PPA), così come disposto dall’Art. 1, lettera m, della Legge medesima.

Il Comune di Roma ha fatto rientrare il Comprensorio Casilino SDO nel II Piano Poliennale di Attuazione (PPA) del Comune di Roma con D.C. 2359 del 26.7.1984, approvato con D.G.M. 3134 del 13.4.1985.

Dopo cinque anni il PPA perde la propria efficacia ai sensi dell’Art. 13 della Legge n. 10 del 28.1.1977 stante la natura esecutiva e temporanea dello strumento urbanistico in questione, ma la Legge Regionale del Lazio n. 35 del 1978 all’Art. 25 dispone che l’efficacia delle previsioni del PPA permane fino alla loro completa attuazione.

Pertanto il vincolo imposto con D.M. 21.10.1995 è stato ritenuto dal TAR del Lazio non applicabile all’area del Comprensorio Casilino SDO, oggetto di PPA, così come disposto dalla Legge Galasso 431/85, disponendo di conseguenza l’annullamento del Decreto.

Va tuttavia tenuto presente che le previsioni di attuazione del PRG risalenti all’anno 1984 sono state ritenute non più attuabili dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 75 del 20.4.1985, mediante la quale è stato adottato il Progetto Direttore del 1995, che definisce le linee guida con cui dovevano essere successivamente pianificati ex novo i quattro Comprensori dello SDO (Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre-Spaccata).

In sostanza la D.C. di approvazione del Progetto Direttore ha annullato le precedenti previsioni per la zona I di PRG relativa al Comprensorio Casilino, che prevedevano tra l’altro la realizzazione di un raccordo autostradale che attraversava i comprensori da nord a sud, collegando l’autostrada Roma Firenze con quella Roma Napoli, e con la Via Cristoforo Colombo, definendo le linee guida di quella che doveva poi essere la pianificazione dei quattro comprensori dello SDO.

Sulla base degli indirizzi contenuti nel Piano Direttore, e del successivo vincolo di tutela “Ad duas lauros” apposto con D.M. 21.10.1995, il Comune di Roma aveva in precedenza elaborato il Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino–SDO, adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, nel quale si destina a verde pubblico la quasi totalità dell’area interessata, prevedendo livelli minimi per le cubature da realizzare.

Tuttavia il Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino–SDO, adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, non è stato mai trasmesso alla Regione Lazio per la necessaria approvazione.

Basandosi sulla sentenza del TAR Lazio n. 12334 del 11.10.2006, il Comune di Roma nel 2002 ha elaborato una proposta di Variante del Piano Particolareggiato adottato con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, prevedendo la trasformazione urbanistica di tutta la parte centrale del Comprensorio Casilino SDO, attraverso la realizzazione di residenze private per ben un milione e mezzo di metri cubi di edifici e di numerose strade. Restano destinate a parco pubblico solo la parte settentrionale e quella meridionale del Comprensorio.

Nei riguardi di detta proposta del Comune di Roma le competenti strutture periferiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio) hanno chiesto chiarimenti in merito alla necessità o meno di attivare la verifica di assoggettabilità a VAS oppure la valutazione ambientale strategica Ex Art. 12 e 13 D.L. 152/2006.

Di conseguenza il Comune di Roma (Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie) provvedeva ad inoltrare alla Regione Lazio l’istanza di verifica di assoggetabilità a VAS con nota prot. 8700 del 11.7.2012, trasmettendo il Rapporto Preliminare e lo schema di Piano di variante.

Con Determinazione n. G07522 del 22.5.2014 la Regione Lazio determina che il Piano di Variante sia da assoggettare a Valutazione Ambientale Strategica (578.42 kB) in conformità all’Art. 12 del D.L. 152/2006.

Detta Determinazione si fonda anche sul parere espresso in merito dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, la quale afferma che “il D.M. 21.10.1995 deve essere considerato vigente in quanto, secondo l’interpretazione autentica della Avvocatura Generale dello Stato, il TAR del Lazio, con sentenza n. 12334 del 11.10.2006, h determinato il venir meno del vincolo solo per le aree incluse nel Piano Poliennale di Attuazione e limitatamente alla completa realizzazione delle relative previsioni”.

Ciò è riportato anche nella nota del 3.12.2012, prot. MBAC-DR-LAZ 005-UFFTUT, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, in risposta alla sollecitazione avanzata dall’Osservatorio Casilino nei riguardi della necessità di garantire una adeguata tutela al Comprensorio Casilino SDO dopo la richiamata sentenza del TAR Lazio.

In detta nota viene infatti dichiarato:

Per quanto riguarda l’efficacia delle disposizioni del TAR del Lazio n. 12334/2006, la motivazione della decisione del Tribunale consente di ritenere, in coerenza con i limiti soggettivi ed oggettivi di efficacia del giudicato, che la pronunzia abbia determinato il venir meno delle prescrizioni di vincolo solo con riferimento alle aree incluse nel Programma Poliennale di Attuazione e limitatamente alla completa realizzazione delle relative previsioni

Va tenuto presente che le aree del Comprensorio Casilino SDO interessate dalle previsioni del vecchio PRG vigente alla data del 13.4.1985, data della D.C. 2359 con cui la zona di PRG I2 fu compresa nel II Piano Poliennale di Attuazione, oggi non possono più oggetto della realizzazione delle previsioni vigenti nel 1985 (asse attrezzato e realizzazione di zone direzionali all’interno del Comprensorio casilino SDO). Pertanto il vincolo è efficace anche su dette aree.

Il Comune di Roma deve quindi procedere ad una pianificazione urbanistica definitiva del Comprensorio Casilino SDO, la quale tenga conto di due esigenze:

  • la tutela delle aree in questione (vincolo paesistico apposto con D.M. 21.10.1995 e vincoli archeologici sull’area di Torpignattara, compresa tra Via Capua, Via Labico, Via dei Gordiani e Via Casilino, e sulle due aree su Via dei Gordiani)
  • la necessità di garantire gli standard urbanistici di legge (D.I. 1444 del 2.4.1960) per i quartieri limitrofi (Prenestino, Tor Pignattara, Centocelle e Tor de Schiavi) che oggi ne sono privi, ossia i 9 mq di verde pubblico di quartiere.

Il vincolo c'è, chi crede di poterlo ignorare sbaglia.

PTPR ci vuole chiarezza

Dimenticanza, superficialità, ritardi, omissioni o manovra?

In questi giorni sta montando la bufera sulla mancata approvazione della proroga al Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) scaduta lo scorso 14 Febbraio 2014, nonostante la delibera di giunta e della commissione competente che impegnava il consiglio regionale ad agire in tempi brevi per l’approvazione del Piano.

Ad oggi il PTPR è decaduto e quindi subentra ad esso la legge regionale n°28 del 1998 che contiene vincoli operativi simili al provvedimento di approvazione del PTPR che da oltre un decennio aspetta il via libera definitivo. Si sono susseguite occupazioni delle aule, voci di SCIE impazzite, di vincoli decatuti, di ruspe in movimento. Insomma una situazione fuori controllo che fino ad ora nessuno è riuscito a ricomporre in un quadro chiaro e senza ambiguità.

L’assessore Regionale Civita è netto nel dire che si sta facendo “molto rumore per nulla”. Secondo l’Assessore, infatti, il superamento della data del 14 febbraio non è comporta nessun richio in quanto “l’articolo 21 della legge regionale sul paesaggio (la n. 24 del 1998), al contrario di quanto sbandierato, aumenta i livelli di salvaguardia consentendo di realizzare nelle aree con decreto paesaggistico minimi interventi edilizi ovvero solo quelli di restauro edilizio, risanamento statico e manutenzione straordinaria degli edifici. Tale disposizione restrittiva resterà in vigore fino all’entrata in vigore della legge con la proroga al 14 febbraio 2015, ad oggi rinviata”.

La legge n°28 del 1998 definisce una serie di vincoli sulle aree riferibili all’articolo 82, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, oggi tutelate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il PTPR amplia i territori sottoposti alla tutela paesaggistica anche su altre aree non ricomprese il quelle vincolate ope legis dal citato Codice dei beni e definisce un quadro unico di riferimento e ad una perimetrazione chiara.
Fra l’altro ricordiamo che il Piano è stato redatto dalla Regione su delega da parte del MIBAC e che la Legge Galasso del 1985 (431/85) impone alle Regioni di provvedere ad una pianificazione paesistica del territorio, altrimenti lo Stato interverrà con i poteri sostitutivi.

Quindi, come dire, c’è un convitato di pietra in tutta questa storia (il MIBAC) che forse potrebbe far sentire la sua voce per chiarire la vicenda.

Ma tornando al problema della “vacatio” dovuta alla macanta approvazione del Piano e della proroga, noi dell’Osservatorio Casilino abbiamo interpellato Paolo Berdini (Urbanista, Docente e scrittore) che sostiene che la legge 28 del 98 riguarda esclusivamente le categorie di beni tutelati dalle leggi dello Stato, e cioè dalla ex legge 431/85 oggi inserita nel Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Questo vuol dire che da tale tutela rimangono fuori alcune aree. Sì ma quali? L’analisi è complessa ma sicuramente, sostiene sempre Berdini, saltano tutti i vincoli sulle fasce di salvaguardia nei centri storici. Altro esempio sono alcune aree che “giacciono” sulla tratta di collegamento da Cisterna all’Autostrada del Sole. Tali zone non sono ricomprese nel Codice dei beni culturali e del paesaggio ma invece vengono tutelate dal PTPR. Questo vuol dire che oggi – decaduto il PTPR - queste aree sono “liberate” da vincolo e quindi trasformabili.

Insomma un pasticcio. Un pasticcio che la Regione addossa al M5S reo di aver fatto slittare l’approvazione del Piano Casa che conteneva il PTPR come collegato. Un pasticcio che il M5S rispedisce al mittente affermando che da un lato il Piano Casa della nuova Regione è irricevibile senza correttivi, dall’altro che questa “dilazione” nell’approvazione del PTPR è una manovra per favorire i costruttori. Ripetiamo: un pasticcio.

Resta il fatto che – stando a quanto dicono in Regione – l’approvazione della proroga sarà veloce e quindi i tempi per poter avviare qualcosa sono veramente ridotti al minimo. Una finestra stretta non solo per la materiale presentazione dei progetti ma anche per l’iter burocratico delle autorizzazioni (c’è da fare un’istruttoria e c’è da avviare un processo non brevissimo).

Quindi dobbiamo stare tranquilli? Sì e no.

Essendo la burocrazia una scienza inesatta e molto molto interpretativa noi dell’Osservatorio Casilino (evitando sia di fare i pesci in barile sia gli urlatori di professione) vogliamo sia fatta chiarezza, e quindi chiediamo con forza:

  1. che si approvi in via definitiva il PTPR

  2. che in alternativa si metta all’ordine del giorno del primo consiglio utile l’approvazione della proproga in modo da stoppare sia fughe in avanti di natura speculativa, sia il nervosismo che non giova ad una serena disamina di un provvedimento così importante

  3. che, nell’attesa che uno o l’altro provvedimento vengano approvati, la Regione renda nota un mappatura/lista dei vincoli secondo la legge 28/1998, ovvero quelli esistenti in questa fase di vacatio

  4. che in questo periodio di incertezza il Ministero dei Beni Culturali svolga la sua attività di vigilanza al riguardo

Siamo una forza positiva del territorio che ha dimostrato capacità sia di lotta sia di dialogo. Non siamo disposti a cedere un centimetro del Comprensorio Casilino e ci rendiamo conto che tutta la nostra battaglia ha il suo centro in un principio: ciò che è tutelato deve rimanere tale.

Come dice un nostro attivista, la tutela è un pallone: una volta bucata, non importa dove, s’affloscia tutta.

Sul PTPR di Paolo Berdini

Ho molto apprezzato il coraggio dimostrato dai consiglieri del gruppo 5 stelle che hanno occupato l’aula del consiglio regionale del Lazio per denunciare lo scandalo del Piano paesaggistico che non si riesce ad approvare in via definitiva dopo anni dalla sua adozione. Di solito, le occupazioni dell’aula sono provocate da scontri politici o ideologici. E’ invece raro che avvengano per richiamare l’attenzione su atti fondamentali del governo regionale.

Tra le principali competenze delle regioni, la tutela paesistica riveste un ruolo di grande importanza. Agli ignoranti e ai cialtroni che hanno gridato allo scandalo per l’occupazione dovrebbe essere distribuita la Costituzione repubblicana che pone la tutela del paesaggio nei principi generali (articolo 9).

Non comprendo dunque lo scandalo per un’occupazione che intendeva richiamare l’attenzione pubblica su un ritardo legislativo (la scadenza del termine previsto dalla legge regionale 24/98) e sui rischi di allentamento delle tutele sul territorio regionale.

Sul primo punto (il ritardo nell’approvazione del PTPR) credo che nessuno possa negare che siamo di fronte ad uno scandalo inammissibile. Se si vuole restituire dignità alle istituzioni, l’approvazione degli strumenti di governo del territorio deve essere un atto “normale”, una modalità usuale per guidare le trasformazioni pubbliche. Da circa 15 anni la modalità con cui si governa il territorio è la deroga e questo principio –accettato da tutte le forze politiche maggiori- è l’opposto del buon governo della cosa pubblica. Non si approva il PTPR perché ha trionfato la cultura della deroga e si fa fatica ad approvare una regola generale come il piano paesaggistico. Ecco la questione sollevata dall’occupazione: se diventare una regione che ha cuore gli interessi generali o continuare ad approvare scelte casuali e pericolose.

SI pensi soltanto “all’autoporto di Ponte Galeria“ approvato agli inizi del 2000 attraverso una delle tante deroghe. L’area prescelta (decine di ettari) è diventata in questi giorni di maltempo un immenso lago perché è a grave rischio di esondazione. In ogni altro paese civile doveva essere tutelata: con le deroghe è stata dichiarata edificabile.

E’ ora di dire basta per sempre a questa cultura discrezionale e approvare il PTPR.

E veniamo alla seconda questione, e cioè alla scadenza dei vincoli. Sembrano avere buoni motivi gli adepti della cultura della deroga quando hanno attaccato l’occupazione dell’aula asserendo che alla “scadenza del piano paesistico rimanevano vigenti le tutele previste dal capo II della legge 24/98”.

E’ un’argomentazione che nasconde la verità dei fatti. Il capo II come è noto riguarda esclusivamente le categorie di beni tutelati dalle leggi dello Stato, e cioè dalla ex legge 431/85 oggi inserita nel Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il PTPR si era come noto sforzato di ampliare quelle categorie di beni sottoponendo il territorio del Lazio ad ulteriori vincoli e limitazioni dell’edificazione selvaggia.

L’avvenuta scadenza del 14 febbraio lascia quelle aree (alcune di grandissima valenza paesistica) senza alcuna tutela.

A mio giudizio, è questo il motivo vero della rabbiosa reazione contro il gesto simbolico del gruppo 5 stelle:

non bisogna disturbare il manovratore delle deroghe urbanistiche e paesistiche e porre invece le questioni fondamentali della vita delle istituzioni pubbliche. Quelle della tutela del paesaggio e del territorio

di Paolo Berdini

Ecomuseo Casilino

L’Ecomuseo urbano Casilino Ad duas Lauros ricade nell’area del “Comprensorio Casilino - Ad duas Lauros”, che si estende dal parco di Centocelle, sulla Casilina, fino a Villa Gordiani, sulla Prenestina, includendo le vie di Torpignattara, Acqua Bullicante e Tor de Schiavi e si configura come una delle ultime tracce dell’Agro romano in un contesto urbano denso. In questa realtà urbana, localizzata nel settore orientale di Roma ed all’interno del G.R.A., si trovano varie tipologie di paesaggi:

  • un paesaggio archeologico: che va dal Mausoleo di Sant'Elena alle Catacombe dei SS. Marcellino e Pietro, dalle ville imperiali del Parco Archeologico di Centocelle, a Villa Gordiani, dall'Acquedotto Alessandrino fino alle Termae di Largo Irpinia.
  • il paesaggio della spiritualità: tale patrimonio inestimabile si inserisce infatti nel percorso storico delle vie Francigene del Sud parte del sistema di itinerari di pellegrinaggio tardoantico e medievale che attraversava l'Europa per raggiungere i principali centri di culto del Cristianesimo
  • il paesaggio agricolo della campagna romana con i casali, le torri e ciò che rimane dei campi coltivati, i tracciati agricoli antichi e le tracce delle zone pastorali;
  • il paesaggio naturalistico dato dalla presenza di aree verdi di pregio e di valore storico, come Villa De Sanctis, Villa Gordiani e il Parco di Centocelle.
  • il paesaggio storico-antropologico dato dalla straordinaria complessità della stratificazione culturale, storica e antropoligica del territorio, vera culla della civiltà antica e palcoscenico della storia e cultura contemporanea.

L'Ecomuseo vuole essere un infrastruttura immateriale che mette a sistema tali paesaggi unendoli attraverso percorsi pedonali e ciclabili, riconnettendo realtà anticamente collegate attraverso percorsi di visite guidate al fine di drenare sul territorio parte del flusso turistico della Capitale.


L'Ecomuseo si fonda quindi su una valorizzazione dell'esistente e la sua trasformazione economica attraverso non tanto la costruzione ma la rimessa in funzione
Per avviare tale progetto, da un lato deve essere recuperate le aree verdi e attivati vincoli di protezione adeguata, dall'altro vanno avviati piani di recupero della componente archeologica necessaria come attrazione primaria, del sistema dei casali e la loro trasformazione in strutture ricettive e fattorie didattiche (che attraverso il recupero delle antiche aree agricole può creare un sistema economico biodinamico a km zero), dei tracciati/percorsi agricoli. Il tutto in un sistema virtuoso di valorizzazione dinamica dato da un centro di documentazione che sia la centrale operativa sia della componente turistica, sia di quello scientifico interpretativa.
 
L'Ecomuseo, quindi, se da un lato rappresenta un presidio contro il consumo spregiudicato del suolo, una sorta di memoria dinamiche delle culture, della Storia e delle storie, dall'altro rappresenta un progetto vincente dal punto di vista economico in quanto capace di creare un microeconomia di zona durevole, a basso impatto, capace di farsi da sola volano di sviluppo e freno al degrado.

Tutela del Comprensorio

Nell’ambito del territorio del VI Municipio del Comune di Roma è presente il Comprensorio Casilino SDO, area di circa 143 ettari delimitata dalle vie Casilina, Acqua Bullicante, Prenestina, Primavera e Tor de Schiavi. L’area, fortunatamente solo in minima parte edificata, è l’ultima riserva verde ancora disponibile all’interno del territorio del VI°e VII° Municipio, contribuisce efficacemente, ma non completamente, a colmare la carenza di verde presente nei quartieri circostanti di Torpignattara, Prenestino, Tor de Schiavi e Centocelle.

L’ area del Comprensorio è stata riconosciuta area di interesse archeologico ai sensi dell’Art. 1, lettera m, della Legge 431/85 (Legge Galasso) e quindi sottoposta al vincolo paesistico della Legge 1497/39 con D.M. 21.10.1995 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali assieme all’area dell’ex aeroporto di Centocelle e ad altre aree non edificate del VI Municipio. L’area oggetto di detto vincolo di tutela è denominata “Comprensorio Ad duas lauros”, di elevato interesse archeologico “per i valori archeologico-monumentali e per l’attitudine che il suo profilo presenta alla conservazione del contesto di giacenza del patrimonio archeologico nazionale”. Si tratta infatti di “un comprensorio di eccezionale valore paesistico conservando in larga parte intatte le caratteristiche ambientali del paesaggio storico della campagna romana ad est di Roma tra le valli del fosso della Maranella e del fosso di Centocelle, nell’area dell’antico praedium imperiale denominato “Ad duas lauros” tra le consolari Prenestina e Labicana”.

Già in precedenza all’apposizione del vincolo relativo al Comprensorio Ad duas lauros il Comune di Roma aveva riconosciuto l’importanza dei due comprensori Casilino e Centocelle-Torre Spaccata dello SDO ai fini della riqualificazione del territorio circostante ed alla salvaguardia dei beni culturali e paesistici in esso presenti, attraverso gli indirizzi di pianificazione urbanistica contenuti nel Piano Direttore dello SDO adottato con D.C. 75 del 20.4.1995

Il Progetto Direttore dello SDO delinea infatti “una strategia di intervento che tende a privilegiare la individuazione nei quattro Comprensori Direzionali (Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre Spaccata) di vaste aree verdi irrinunciabili, organizzate in parchi urbani, con funzione di riequilibrio territoriale e ambientale del settore orientale” della città di Roma. In questo senso il Piano Direttore conferma la omogeneità del territorio Pietralata-Tiburtino e la sua diversità da quello altrettanto omogeneo Casilino-Centocelle, caratterizzati quest’ultimo dalla presenza di beni ambientali e culturali di notevole rilievo, e da essere adiacenti a quartieri densamente popolati e poveri di verde pubblico. Particolare importanza assume a tale riguardo il Comprensorio Casilino, in particolare al fine di garantire i necessari standard urbanistici di verde pubblico (9 mq per abitante) nei riguardi delle aree adiacenti già fittamente edificate.

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Un Paese al Cemento - Paolo Berdini

da Il Manifesto del 28 aprile 2012

Metà della ricchezza italica è fatta di mattone. Ma i prezzi reggono solo grazie a un sistema bancario che non potrebbe tenere la svalutazione delle ipoteche Un miliardo di metri cubi costruito negli ultimi dieci anni: outlet, ipermercati e abitazioni che spesso rimangono vuote. Cresce il numero delle case sfitte, mentre sempre più persone sono costrette a vivere in roulotte e baracche Leggi tutto