Sulla base di dati pubblicati tra il 2006 e il 2009 dalla ASL C, ISPRA e ISTAT il presente documento vuole dimostrare l’assurdità e la pericolosità di innalzare la densità di popolazione nel VI Municipio.
Premessa
L’art. 16 del Testo Unico della legge 380/2001 responsabilizza i Comuni ed i Municipi a fornire ai cittadini:
le Opere di Urbanizzazione Primaria (comma 7 e 7bis) e cioè: strade, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato, cunicoli per il passaggio dei servizi, dei cavi e delle reti di telecomunicazioni;
le Opere di Urbanizzazione secondaria (comma 8) e cioè: asili nido, scuole materne, scuole dell’obbligo, strutture per l’istruzione superiore dell’obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese ed altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, centri sociali, attrezzature culturali e sanitarie, aree verdi di quartiere.
Al rispetto della legge sopra richiamata sono tenuti gli organi amministrativi locali ai quali compete il controllo e la gestione del territorio amministrato, il reperimento delle risorse economiche necessarie ad eseguire le opere pubbliche ed una accorta programmazione delle priorità su cui progressivamente concentrare le risorse necessarie.
Nel territorio del 6° municipio non si è stati ancora in grado di dare sufficiente risposta a questi obblighi, si consideri l’esistenza di nuclei abitativi senza neppure la rete fognaria, malgrado ciò è in atto un tentativo di cementificazione per circa 2.000.000 mc a danno di un area verde di circa 143 ettari in corrispondenza della ex “Borgata Gordiani” denominata Comprensorio Casilino .
Il rischio
Il volume indicato (mc 2.000.000) equivale a a quello di un palazzo di 5 piani lungo 7 km!
Se questo progetto dovesse andare in porto comporterebbe la costruzione di circa 8.000 appartamenti, un incremento di 24.000 abitanti con relative auto, concentrate nella stessa area dove oggi già circolano 87.500 vetture e 14.500 scooter che producono traffico ed inquinamento atmosferico con un impatto in misura superiore a quanto consentito dalle più recenti disposizioni europee.
CARTELLI ABUSIVI. MONNEZZA PARTITICA E COMMERCIALE CHE DETURPA LA CITTA'
La monnezza non è solo a terra, anche su muri e arredo urbano. Proposta dell'Osservatorio Casilino contro degrado e danni economici
A Torpignattara, su muri, pali, cabine tecnologiche e perfino sui cassonetti, c'è da tempo un'invasione veramente abnorme di manifesti e cartelli d'ogni genere e dimensione. Un'invasione "polimorfa" di monnezza commerciale e partitica che deturpa ogni luogo dove l'occhio si posa. L'ultimo schiaffo incivile al decoro del quartiere è opera un partito politico e di un primario operatore di telefonia e servizi internet.
L'affissione abusiva è punita dal Codice Penale (Art. 663) in modo veramente tenue: l'arresto fino a un mese.
Poi c'è il sistema di sanzioni amministrative, compito istituzionale della Polizia Municipale. A Roma nel 2008 sono state fatte 5.472 multe per affissione abusiva di locandine e manifesti, che al costo di 400 euro l'una, totalizzano a 2 milioni e 188 mila euro (v. "Visibilità abusiva e selvaggia", in comunicati.net, 5.6.2009). Ma il Parlamento, con il decreto Milleproroghe del marzo 2009, con un emendamento proposto insieme dal Pdl e dal Pd - in palese conflitto di interessi - i partiti su sono auto-condonati e non pagheranno nulla per le lordure perpetrate sui muri cittadini con le campagne elettorali dal 2005 a tutt’oggi (situazione scandalosa andata in onda su Italia 1, in un servizio delle “Iene” del 17 aprile 2009). In materia, opera l'Ufficio Decoro Urbano del Comune con il "Monitoraggio, contrasto e prevenzione dell'abusivismo pubblicitario" che, contattato dall'Osservatorio, ha denunciato il taglio di fondi e la mancanza di personale dedicato alla rimozione dei manifesti abusivi (1 sola cooperativa incaricata in tutta la città). Nel VI Municipio la competenza è invece dell'Area Servizi al Commercio con la funzione "Abusivismo Commerciale e Pubblicitario".
Certa che per ottenere le cose bisogna perseguirle ed
avere tigna, la scorsa settimana avevo chiesto all’Assessore Veglianti un
incontro per fare il punto sul Cinema Impero. La questione è diventata
piuttosto difficile quando al mio appuntamento si è sovrapposto (..la solita
fortuna..) il presidio simbolico al Municipio come solidarietà al Presidente
Palmieri, minacciato dalle Brigate Rosse. Ciò nonostante non ho mollato la
richiesta di chiarimenti e sono riuscita se non altro ad avere alcune
informazioni che, vista la sete di notizie che tutti noi lamentiamo, non mi
sembra poca cosa. Va anche detto però che esse sono scarne e con la seguente, a
oggi, non c’è altra pretesa dell’affermazione della nostra esistenza come
cittadini davanti ad una amministrazione un po’ lenta (quando va bene) a
recepire i nostri problemi.
Al dunque.
Il quartiere di Torpignattara è un’area molto popolata,
ma quasi completamente priva di servizi, nonostante essa abbia avuto e continui
ad avere moltissimi problemi, e nonostante siano evidenti a tutti le sofferenze
causate da un’apparente concausa di eventi che appaiono generati solo dallo
sfavore divino.
Nel quartiere ad esempio è carente di strutture di aiuto
e svago per gli anziani, di asili nido, per non parlare di biblioteche o anche
piccoli centri culturali, manca di consultori, soprattutto di quelli familiari.
Eviterò volutamente i commenti che mi vengono su quanto invece quel nostro prossimo avrebbe bisogno di noi
e delle nostre conquiste sociali.
A
maggio 2008 la Protezione Civile organizzò una bella mostra al
“Vittoriano” avente per oggetto gli effetti che si sono avuti a
Roma a seguito dei terremoti dal 1300 ai nostri giorni: ne sono
stati censiti ben 17 , in gran parte con epicentro l’Abruzzo.
Quasi ogni monumento (chiese e vestigia antiche) fu colpito con
danni più o meno gravi in varie parti di Roma.
Ad
esempio in occasione del terremoto di Avezzano del 1915 cadde a
terra la statua di San Paolo che si trova in alto a destra della
Basilica di San Giovanni in Laterano
Cosa
accadrebbe se scosse più forti costringessero la popolazione a
lasciare per motivi di prevenzione e sicurezza le loro abitazioni in
VI^ e VII^ ? Cioè le località ad est di Roma più sensibili e
vicine alle zone a rischio sismico?
Quale
è il sito, obbligatorio per legge, ove rifugiarsi che i Municipi
avrebbero dovuto già approntare: in cui trovare già predisposta
luce, acqua , fognature, e il programma di insediamento?
La Polizia
Urbana sa come dovrà comportarsi in questo caso? I cittadini sanno
dove andare e come ? e gli amministratori?
Ancora
una volta il TERREMOTO in ABRUZZO ha dimostrato che nel nostro Paese,
per evitare il ripetersi ciclico di funerali, si deve procedere alla
riorganizzazione dell’assetto amministrativo del territorio,
ottimizzando le risorse e rendendo pienamente operativa la Legge
225 - 1992 per attivare la Protezione Civile.
Al
contempo esiste l’esigenza per Roma di sviluppare finalmente un
turismo itinerante a basso costo ed ad alto contenuto culturale che
può nel tempo attivare sviluppi ad alto ritorno economico con basso
impatto ambientale .
A
queste esigenze può fornire soluzione il dotarsi di almeno un Campeggio
Municipale Multifunzionale,
prevedendo un ottimale mix tra privato e Pubblica Amministrazione.
Questa
struttura è costituita da un’area aperta, possibilmente limitrofa
e/o interna agli impianti sportivi comunali che può essere
allestita con minime infrastrutture utili sia al turismo itinerante,
sia alla Protezione Civile in caso di emergenza.
I
Campeggi Municipali sono già esistenti nella vicina Francia ma,
potremmo superarli grazie alla Multifunzionalità che ne
consentirebbe l’inserimento nel Piano Comunale di Protezione
Civile.
I
nostri Municipi della zona est di Roma, benché abbiano ciascuno un
numero di abitanti superiori a quelli della città dell’Aquila e
sebbene siano ad immediato ridosso di siti ad elevato rischio sismico
non si sono ancora dotati di questa struttura né ritengono di
doversene fare carico
Dovrebbe
invece essere reso obbligatorio il loro allestimento riferendosi a
quanto previsto negli articoli 13 e 36 del Codice della Strada.
Nel
ns territorio (area della ex Borgata Gordiani e dell’
ex Aeroporto di Centocelle) possono essere installati dei
CAMPEGGI MUNICIPALI MULTIFUNZIONALI i quali permetterebbero di
attivare una sinergia tra Turismo e Protezione Civile, soddisfacendo
la domanda in continua espansione di campeggi economici; al
contempo creare la base logistica per un rapido allestimento di
strutture immediatamente fruibili dalla Protezione civile.
Una
volta una mia cara amica mi consigliò di girare il nostro amato
quartiere facendo una passeggiata, perchè a suo dire era l'unico modo
per osservare tutti gli aspetti che lo caratterizzano. Bene.....così un
bel giorno, accompagnato dalla mia macchina fotografica digitale ho
iniziato a camminare, e pian piano cominciavo a notare alcuni aspetti
che se ben ricordo dovevano essere migliorati ed altri che, per la loro
caratteristica,erano stati sottovalutati o ancor peggio ignorati. Ad un
tratto però mi sono ricordato, con molta soddisfazione, di essere un
modesto consiglere del Comitato di Quartiere Torpignattara e allora
quello che man mano immortalavo con le foto mi appariva ancor più grave
per un solo motivo : tutto era stato segnalato durante un incontro con
il Presidente del 6° Municipio, e per alcuni aspetti vi era stata anche
la promessa di risolvere quei problemi. Capirete che la delusione è
stata molta nel vedere alcuni scempi, e il mio pensiero andava ancora
verso la mia solita idea di dire : ma come possiamo pretendere che le
persone diano fiducia ai politici, quando proprio Loro non sanno o non
vogliono affrontare i piccoli problemi ? E ancora camminando, il mio
pensiero è andato a una riunione che i soliti politici hanno indetto
per discutere dei problemi di almeno una parte del Nostro territorio, e
ricordo di aver ascoltato le solite promesse : troveremo i soldi per
realizzare questo e quest'altro...vedrete che ci sarà il nostro
impegno...bla...bla..bla !!!!! Caro Presidente, Cari Politici tutti o
in parte, non pensate che ora di farla finita con queste solite recite
meschine ? Non pensate che è ora di finirla a prendere in giro la gente
comune ? Oppure credete che siamo talmente ingenui, e non sappiamo
comprendere che le Vostre sono e saranno sempre le solite bugie? Vedete
cari Politici, la gente comune non è abituata a far politica, la gente
comune non usa credere più alle maggioranze o alle minoranze che
formano un pur pccolo governo del territorio, queste persone vogliono
una sola cosa : i problemi devono essere risolti...questo
importa...come avviene questo non ci interessa, tanto quando vi sarà
una nuova campagna elettorale, questi elettori sapranno molto bene come
orientarsi....una cosa è certa : non sarà un aiuola fiorita a far
gioire, perchè quell'intervento non è stato un " dono " ma era solo un
diritto averlo. Questa non è voluta essere una polemica, ma una
costatzione di un qualcosa di vecchio, di una politica fatta solo di
parole, di comportamenti politici che hanno e continueranno a dare un
solo risultato: il costante, anzi il continuo allontanamento dalla
politica da parte di giovani, di uomini e donne che si sentono
defraudati dei propri diritti. Approfitto ancora una volta di questo
utile strumento quale è " VIAVAI " per segnalare, senza alcuna speranza
di risoluzione alcuni aspetti: le aiuole di Via Torpignattara che sono
usate per la raccolta dei rifiuti; i marciapiedi sconnessi di via della
Marranella e di Via A. Bullicante. che sono causa di cadute da parte
delle persone normali,e cosa dire poi del costone in via Filarete e del
degrado in cui sono state realizzate le famose scalette della
Certosa... e ancora, che dire dei lavori per la ristrutturazione di un
fabbricato in Via della Marranella, angolo Via Visconte Maggiolo
iniziati da molto tempo e mai terminati che rappresentano un costante
pericolo?Eccoli quali sono i problemi che interessano le persone
normali che vivono nel nostro quartiere....ecco quali sono le risposte
che Voi Politici avete l'obbligo morale di dare.....!!!!! Caro
Presidente, per ciò che mi riguarda continuerò a stimarla, continuerò a
pensare alle molte difficoltà che incontra per affrontare e risolvere i
problemi, ma mi faccia una cortesia, non dica di aver risolto almeno
una parte di ciò che gli è stato chiesto, perchè le bugie hanno le
gambe corte e certo non fanno onore al Suo continuo impegno. E vorrei
concludere con una piccola nota : cari Politici, cercate di finrla con
certe assemblee pubbliche, ricordatevi che la campagna elettorale è
finita già da qualche tempo e i Vostri elettori, che quasi obbligate a
seguirvi in questi incontri possono anche applaudirvi in quei momenti,
ma tornando a casa sicuramente avranno l'amaro in bocca per aver
ascoltato le Vostre solite bugie.
Il cinema Impero fa la sua comparsa negli anni ’30, quando sì, nel nostro quartiere si respirava un’aria più salubre. Vivo e vegeto ha l’onore di essere nominato più volte da Pasolini, tuttavia viene abbandonato circa negli anni ’70.
Da allora il nulla. Anzi no, topi, bivaccamenti di poveri disperati, nessuna importanza al tetto di eternit che copre l’edificio. Nessun sussulto ad una delibera comunale che consentiva, tramite il cambio parziale di destinazione d’uso per i cinema, di ripristinare lo spazio da parte dei proprietari.
Nel 2005 si avvia la sottoscrizione ad una petizione in cui i cittadini, risoluti, chiedevano all’allora Presidente del VI Municipio di prendere in mano la situazione, aiutarli a trovare i soldi per dar loro un area PER i cittadini, perché in quella parte di quartiere non c’è niente. Non un parchetto, non una biblioteca, non una sala di teatro, incontri, niente.
Sono passati quattro anni da quella petizione, le cose da allora sono andate peggiorando. E’ nota a tutti l’incidenza di immigrazione con cui nessuno fa i conti, tranne quando la cronaca porta alla ribalta qualche fatto, i soldi non ci sono più per nessuno, il Comune piange miseria.
Cosi come stanno le cose ci vuole un bel coraggio a credere che qualcuno possa pensare al cinema Impero. Tutto sembra destinato all’abbandono, come nel Medioevo, quando i marmi di Roma antica andavano sbriciolandosi preda della povertà.
IL QUARTIRE CHE VORREI
Nel quartiere che vorrei mi piacerebbe che un giorno il nostro Presidente si accorgesse che tanta gente vive ormai solo per guadagnarsi quel po’ per campare e poi se ne va a dormire davanti alla televisione. Che tanta gente non fa più caso che esistono i propri bambini, le donne in difficoltà, le persone con handicap, chi manco conosce una parola di italiano e se ne sta i mesi dentro i propri pensieri, e non ci fa più caso perché non è più abituato a pensare, ad avvertire emozioni, a sentire i profumi e quindi neanche più la puzza del male.
Vorrei che si mettesse seduto fino a farsi venire il sedere quadrato e i fumi in testa per cercare un modo e trovare una soluzione, ma che da tanto sforzo ne uscisse un regalo alla gente semplice che da sempre ha abitato il suo quartiere. Quelli che una volta si chiamavano “sor” e “sora”, che hanno combattuto e lavorato tanto per la vita e adesso li trovi tutti al camposanto o ai centri anziani, ma con l’anima ancora li, dentro quei posti, accanto ai loro nipotini, in un fantastico cinema in cui ritrovarsi ancora insieme.