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Amazzonia Urbanistica |
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Martedì 06 Luglio 2010 11:24 |
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C'è un'Amazzonia d'Italia: la cementificazione brucia territorio, sviluppo economico e qualità della vita. Strategie e fonti di investimento produttivo
L'Italia come la conosciamo, e Roma nel suo aspetto attuale sono un po' come l'Amazzonia, un ambiente che perde territorio e va' scomparendo.
Eppure è lo stesso ambiente verde dove c'è, in gran parte abbandonato e in attesa di visitatori, il 70% dei beni culturali del mondo. Il nemico silenzioso è un "modello economico" che consuma terri torio, per cui un prato o una collina non valgono nulla come tali, ma solo come spazio edificabile.
L'inurbamento divora ogni anno ettari di verde, generando altret- tanti ettari di cementificazione, continuano a sorgere interi quartieri disabitati, fuori mercato e senza servizi. Eppure è noto l'ingente patrimonio immobiliare abbandonato a Roma: 100.000 alloggi sfitti, invenduti o abbandonati. Autorevoli studi economici e di settore dimostrano che l'industria edilizia non ha alcun bisogno di consumare altro territorio per prosperare, c'è il recupero di cubature inutilizzate, la demolizione e ricostruzione di immobili abbandonati e dismessi. Le poderose potenzialità del patrimonio ecologico e culturale di Roma e del Lazio emergono da dati incontestabili. La nostra regione è al terzo posto in Europa per flussi turistici con 13,2 milioni di arrivi e 34,4 milioni di presenze di turisti (dati Ebtl 2008) dopo le regioni metropolitane di Parigi e di Londra, staccando nettamente Madrid, Berlino, Vienna e Atene. Il settore del turismo, con 10 mila imprese e 160 mila addetti, dopo il commercio, è tra i principali bacini occupazionali del Lazio, con un trend travol- gente di nuovi investimenti: +69% in cinque anni (Fonte: Rapporto EURES - ATLAZIO Agenzia Turistica Lazio 2009).
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Record dei decessi da pm10 |
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Martedì 29 Giugno 2010 08:08 |
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Repubblica - 24 giugno 2010 - Articolo su Repubblica
Sono 1.508 le morti nella
capitale che si possono ricollegare ai livelli di inquinamento
dell'aria. Una piaga che costa ai cittadini 3,8 milioni di euro in cure e
ricoveri. Il ministro dell'Ambiente: "Soluzioni allo studio, ma nella
capitale il problema è la congestione da traffico"

Roma è la città italiana con il maggior numero di presunte
morti da eccessivo inquinamento dell'aria: nella capitale infatti,
secondo una ricerca Nomisma presentata in un convegno dedicato al
trasporto sostenibile organizzato dal Vert, associazione scientifica
internazionale che si occupa del controllo delle emissioni inquinanti,
sono 1.508. E le polveri ultrasottili che derivano dalla combustione dei
motori costano alla collettività 3,8 milioni di euro, in base al numero
dei ricoveri attribuibili al pm10 e costi relativi a terapie adottate
in contesti extra-ospedalieri (spese per farmaci, riabilitazioni). Anche
per questo, ha annunciato il ministro dell'Ambiente, Stefania
Prestigiacomo - a margine del convegno 'Trasporto sostenibile: energia,
salute e ambiente' - il ministero sta valutando un piano per le auto
elettriche in città". "Per le grandi città - ha sottolineato il ministro
- l'elettrico è la soluzione". Il ministro pensa ai taxi e comunque sul
piano elettrificazione "il ministero ha avviato questo tipo di
confronto". Per Roma, comunque, ha concluso Prestigiacomo "il problema è
la congestione da traffico e non un inquinamento come la Pianura
Padana".
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Ecomuseo per il Comprensorio |
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Venerdì 12 Febbraio 2010 16:11 |
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Ecomuseo di quartiere
Note preliminari di un’ideazione progettuale
Alessandra Broccolini e Vincenzo Padiglione
Sapienza Università di Roma
Parole chiave: salvaguardia del patrimonio e interpretazione del territorio, progettazione, ricerca e gestione partecipata, centro culturale delle memorie e dei linguaggi contemporanei.
L’Ecomuseo è un museo di innovativa concezione che, dando un rilievo particolare alla contemporaneità, riesce a promuovere la conoscenza dei beni di variegata natura e tipologia (beni archeologici, storico-artistici, etnoantropologici e naturalistici), anche per meglio conservarne l’eredita, indubbiamente fragile, trasmetterla alle future generazioni, inscriverne i caratteri materiali e immateriali nei progetti di sviluppo e partecipazione locale. In particolare l’ecomuseo si presta in particolare a promuovere la documentazione e la valorizzazione della complessa integrazione tra patrimonio naturale e storico culturale così come sì dà nella nozione di paesaggio e nella pratica di vita sociale.
All’interno del Comprensorio Casilino (Torpignattara ed altre aree urbane) un polo ecomuseale verrebbe a creare uno spazio di mediazione tra la vecchia città e la nuova, a colmare un vuoto di riferimenti (storia degli insediamenti, biografia della comunità) e di coordinamento rispetto alla vita sociale e culturale di un grande quartiere che ha conosciuta una radicale trasformazione. Per la specificità museologica che lo caratterizza potrebbe divenire il luogo di una pratica minuta di condivisione e integrazione a vari livelli: tra prospettive disciplinari umanistiche, sociali e naturali; tra pratiche scientifiche, culturali e attività artistiche, artigianali e commerciali; e soprattutto tra gente del quartiere e istituzioni culturali, società civile e presidi della memoria. Tutte risorse ritenute oggi capitale simbolico e sociale, indispensabili per lo sviluppo locale e una ottimale condizione di cittadinanza.
Si segnala che l’Ecomuseo, come tipologia, sta riscuotendo un rilevante successo. Ne sono testimonianza l’incredibile diffusione in tutto il mondo, non solo in Italia, e le normative di favore che il Piemonte prima e la Lombardia di recente hanno promosso per incentivarne la buona pratica di valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali anche a fini di gestione del territorio.
L’idea di base è che il patrimonio culturale possa e debba essere posto al “servizio della società e al suo sviluppo sociale e culturale” giocando un ruolo di primo piano nella programmazione di un territorio e facendosi portatore di una logica della partecipazione e del coinvolgimento. L’ecomuseo diviene così promotore di una visione radicalmente innovativa che immagina come destinatari del patrimonio in primo luogo le comunità locali con le loro storie individuali e collettive, con le loro aspettative di sviluppo e di riflessione sull’identità in un’epoca di globalizzazione, di mobilità di persone, immagini e cose.
Una definizione proposta da un ecomuseo lombardo sottolinea proprio la partecipazione della popolazione definendo ecomuseo “una pratica partecipata di conoscenza e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale materiale e immateriale elaborata e realizzata da una pluralità di soggetti, espressione di una comunità locale nella prospettiva dello sviluppo sostenibile”.
L’ecomuseo urbano si configura come una rete di luoghi e persone. In questo senso non è un semplice contenitore ma piuttosto un sistema aperto di relazioni.
Centro di documentazione sulle culture locale, sulla storia del patrimonio di quartiere
Attori istituzionali e collettivi diversamente posizionati e portatori di interessi e progetti: scuole, biblioteche, associazioni culturali, sportive, imprese, cooperative
Obiettivi comuni:
- migliorare la qualità della vita nel quartiere assumendo il territorio come spazio di investimento conoscitivo e affettivo,
- documentare storie da dibattere e condividere creando per i residenti luoghi di socialità
- contrastare la crescente frammentazione e dispersione migliorando la capacità di comprensione, riconoscimento e azione sociale nel luogo di vita
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Finanziamenti Tolti alle periferie e dati al centro |
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Domenica 17 Gennaio 2010 14:38 |
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Con la seguente delibera il Consiglio Comunale "scippa" i soldi stanziati per la riqualificazione del Parco di Centocelle e di altri parchi in periferia trasferendoli come sempre nel centro storico...amen... altro che villa Borghese delle periferie Est...
Delibera del 17 dicembre 2009 (num. 118)
Danilo della Canfora
Faccio presente che tutti i consiglieri comunali hanno votato all'unanimità senza distinzione di colore (NdR)
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Piano Particolareggiato |
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Domenica 06 Dicembre 2009 00:00 |
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Finalmente abbiamo la risposta che cercavamo sulle loro intenzioni
di massacrare il verde del Comprensorio Casilino e dove mirano gli
interessi di maggior peso. La minaccia più grande viene da quel Consorzio Centro Direzionale Casilino. Facendo ora una ricerca su Google coi termini "Centro Direzionale Casilino", ho trovato questa pagina
http://www.siaci.it/Italiano/
Sottomenu_progetti/01_
progetti_urbani.htm
in cui compare un progetto "Prefattibilità Centro Direzionale Casilino" .
Aprite quel link e comparirà l'orrore che tanto stiamo avversando,
una valanga di cemento sull'area del Comprensorio (le sagome bianche e
traslucide del plastico 3D dovrebbero essere grosse costruzioni). Non è
facile capire bene, ma la parte più colpita sembrerebbe proprio il
Parco Somaini.
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Intervista
Cosa c'è nel tratto T4 T5 della metro C ? Intervista alla Dott.ssa Buccellato
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Venerdì, 10 Settembre 2010
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