Gestione Rifiuti
Inceneritore di Albano PDF E-mail
Mercoledì 29 Aprile 2009 08:23

Il 20 aprile scorso la conferenza dei servizi ha approvato l'inceneritore di Albano, dando così il via libera al cantiere.

Due anni di iniziative e mobilitazioni del coordinamento contro l'inceneritore  fatte sul territorio hanno portato i comuni di Albano, Ariccia, Lanuvio, Castel Gandolfo e Ardea  - inizialmente favorevoli - a schierarsi contrari all' impianto in maniera unanime e categorica. Gli uffici competenti della regione, a marzo 2008, hanno emesso una prima Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) NEGATIVA che, formalmente, bloccava ogni autorizzazione definitiva all’ impianto. La Asl locale, con un documento di poche settimane fa, ha preso posizione a riguardo ritenendo l’impianto INCOMPATIBILE con la CONDIZIONE AMBIENTALE della ZONA. Si legge infatti che l' inquinamento ambientale che produrrebbe l’inceneritore unito allo sfruttamento e inquinamento della falda acquifera - già drasticamente compromessa - lo rendono insostenibile per il territorio dei castelli romani.

Nonostante la ferma opposizione popolare più volte espressasi nelle piazze dei castelli romani; nonostante una prima VIA negativa all’ impianto del marzo 2008; nonostante la contrarietà dei comuni interessati e il parere contrario della Asl Rm H; nononstante l’ incenerimento sia nocivo per la salute e l’ambiente, non risolva il problema rifiuti ed esistano moltissime altre alternative all’incenerimento...

...il PD di Marrazzo e Di Carlo, la compagine industriale di Cerroni, AMA e ACEA sono riusciti a far approvare l’ impianto.

Ci sono riusciti modificando illecitamente la prima VIA, ottenendo così un parere “favorevole” nell’ ottobre 2008. Ci sono riusciti facendo approvare l’ impianto alla conferenza dei servizi lo scorso 20 aprile ignorando le preoccupanti osservazioni della Asl di Albano e  bypassandole con i pareri del dott. Perucci (epidemilogo di fiducia di Marrazzo, già autore delle autorizzazioni per la discarica e l’inceneritore di Malagrotta - sempre di proprietà del sig. Cerroni), ignorando le posizioni dei comuni e quelle delle popolazioni locali.

Fioca è stata comunque l’opposizione istituzionale che, nella sua debolezza, ha così favorito l’iter approvativo dell’impianto nocivo. La Asl locale infatti, nonostante la formale opposizione, il 20 aprile non si è presentata alla conferenza dei servizi, non potendo in questo modo sostenere la sua contrarietà. I comuni interessati hanno sempre sostenuto unicamente un’opposizione formale, atta solamente a garantire il consenso popolare. A tutti i sindaci è mancata la capacità di denunciare la vergogna e le contraddizioni strutturali dell’ impianto e MAI, in ogni caso, è stata fatta una battaglia reale al fianco della popolazione per cercare di bloccare il progetto. 

Noi, nonostante tutto questo, OGGI COME IERI, diciamo NO A QUEST’ IMPIANTO. Perché è inutile e dannoso, perché non risolve il problema rifiuti ma arricchisce solo le tasche di pochi politici e imprenditori, perché saccheggerà e danneggerà questo territorio e la salute di chi lo abita. Diciamo NO A QUEST’IMPIANTO perché non lo vogliamo, come popolazioni che vivono  questa zona e vogliono autodeterminare le scelte sul proprio futuro, come “esperti” di gestione dei rifiuti, come persone che cercano di ridurre al minimo l’ impatto sulla natura e l’ambiente. Diciamo NO A QUEST’ IMPIANTO perché è contiguo alle logiche di produzione e consumo capitalistico dove l’ imperativo è “produci, consuma, butta!”, perché spreca preziose risorse che potrebbero invece essere riciclate e riutilizzate.

Dopo anni di lotte nelle piazze e nei tribunali, dopo aver ascoltato la voce e le promesse di tutti, OGGI COME IERI, quando abbiamo iniziato, quando avevamo tutti contro e nessuno ci ascoltava, CREDIAMO ANCORA SOLO IN NOI STESSI. Crediamo solo nella NOSTRA capacità di autorganizzarci e determinare il nostro presente. Pensiamo che solo la forza del conflitto popolare sia in grado di fermare i padroni della devastazione ambientale, che solo la lotta dal basso e la partecipazione diretta siano in grado di fermare chi specula e avvelena ai danni di intere popolazioni e interi territori. OGGI COME IERI pensiamo che questa battaglia non sia conclusa e sappiamo benissimo che l’esito del verdetto dipende tutto da noi e da quello che siamo in grado di mettere in campo.
OGGI COME IERI NON CI ARRENDIAMO perché QUESTA NON E’ UNA LOTTA CHE SIAMO DISPOSTI A PERDERE!

BLOCCHEREMO I LAVORI, BLOCCHEREMO QUESTO SCEMPIO!

Coordinamento contro l’ inceneritore di Albano

 

 
Comunicato Stampa 17 aprile 2009 PDF E-mail
Venerdì 17 Aprile 2009 12:06

Comunicato stampa del 17/4/2009

Il Consiglio Provinciale di Roma ha approvato nella seduta di ieri una importante mozione che impegna il Presidente e la Giunta a richiedere finalmente la sospensione dell’attività “sperimentale” del gassificatore di Malagrotta in attesa dell’esito dell’inchiesta della magistratura.

Su questo impianto ricordiamo che pendono tuttora diverse inchieste della Procura della Repubblica di Roma, di cui si sottolinea quella tuttora in corso rispetto alla regolarità dei percorsi autorizzativi sia della scandalosa megadiscarica che dell’impianto di gassificazione costruito nello stesso sito e nel contesto della Valle Galeria, area a rischio di incidente rilevante in base alla legge Seveso II.

L’inchiesta è stata attivata sulla base dell’esposto presentato il 10 dicembre (un giorno prima del sequestro giudiziario, poi sospeso) da associazioni, cittadini e di Consiglieri municipali di Roma e di un Consigliere comunale nei Municipi XV-XVI-XVIII e nel Comune di Fiumicino, i quali tutti hanno aderito e sostengono la Campagna pubblica Non bruciamoci il futuro, che oggi rappresenta un movimento di cittadini con oltre cinquanta organizzazioni locali, associazioni nazionali e singoli amministratori.

Oggi quindi diamo atto della concreta e reale azione positiva che l'attuale maggioranza della Provincia di Roma persegue con convinzione nell'ottica di una inversione di rotta nella gestione della raccolta differenziata sostenendo l’avvio del sistema porta a porta e della tecnologia per il riciclaggio ed il recupero di materiali oggi preziosi, attraverso gli impianti di Compostaggio ed i Centri di riciclo, quale reale alternativa sperimentata ad impatto zero e con enormi benefici economici per i cittadini e per i Comuni stessi.

La mozione approvata oggi, che noi avevamo proposto anche al Consiglio Comunale di Roma già all'indomani della presentazione del nostro esposto alla magistratura, è un ulteriore passo avanti insieme al parere positivo della Commissione ambiente della Provincia di Roma in merito al riconoscimento dei Centri di Riciclo quale migliore tecnologia disponibile nel quadro del recupero e riciclaggio dei materiali della frazione “secca” (vetro-carta-metalli-plastiche) raccolti in maniera differenziata.

Finalmente si inizia a praticare il principio di una funzione della politica e delle istituzioni "al servizio dei cittadini" e delle concrete proposte che vengono "dal basso", prendendo atto del ritardo enorme da colmare verso una sensibilità civica sulla salute e sull’ambiente che chiede una filiera tecnologica diversa che realizzi un ciclo virtuoso sia in termini ecologici che in termini economici.

Alla luce di queste azioni invitiamo il Presidente Marrazzo e la stessa Regione Lazio a farsi carico di un confronto aperto con noi, rispetto alla inevitabile riscrittura di un Piano rifiuti commissariale basato sulla costosa e pericolosa tecnologia inceneritrice, rispetto alla nostra proposta di Piano rifiuti alternativo basata invece sulla riduzione, riciclaggio e recupero di materie prime secondarie.

Campagna pubblica Non bruciamoci il futuro       

Il Portavoce Massimo Piras

www.nonbruciamocilfuturo.org               

 
Comunicato Stampa "Non bruciamoci il futuro" PDF E-mail
Lunedì 16 Febbraio 2009 11:20

COMUNICATO STAMPA - FEBBRAIO 2009

 

Il Lazio e Roma in particolare in materia di trattamento dei rifiuti in questo anno sono in procinto di fare scelte, rispetto alla prevista attivazione di una rete di impianti di incenerimento, che possono rivelarsi irreversibili, irresponsabili ed economicamente ingiustificabili.

Tali scelte non sono affatto scontate se si considerano alla luce dell’interesse pubblico ad una politica industriale ecosostenibile, all’incremento dell’occupazione locale, alla tutela della salute, dell’integrità ambientale del territorio oltre che delle inchieste in corso della magistratura.

 

Il nostro impegno oggi è dimostrare la fondatezza di questa affermazione dal punto di vista scientifico, imprenditoriale, finanziario e sociale facendoci carico non soltanto di una seria controinformazione sulle ricadute economiche, ambientali e sanitarie per la popolazione di queste scelte sconsiderate bensì di una articolata controproposta in merito a:

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Il centro di riciclo di Colleferro entra in funzione PDF E-mail
Venerdì 06 Febbraio 2009 11:31

Cari amici,

sembra proprio che il 2009 possa essere un anno di svolta, se riusciremo insieme a sostenere un programma di iniziative che incidano sul piano concreto in materia di rifiuti.

 

La Campagna pubblica Non bruciamoci il futuro ha iniziato l'anno con una serie di iniziative propositive in collaborazione con il Centro Riciclo Vedelago e Carla Poli in particolare, sulla base di quanto emerso al convegno del 13 dicembre a Palazzo Valentini.

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