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C'è un'Amazzonia d'Italia: la cementificazione brucia territorio, sviluppo economico e qualità della vita. Strategie e fonti di investimento produttivo
L'Italia come la conosciamo, e Roma nel suo aspetto attuale sono un po' come l'Amazzonia, un ambiente che perde territorio e va' scomparendo.
Eppure è lo stesso ambiente verde dove c'è, in gran parte abbandonato e in attesa di visitatori, il 70% dei beni culturali del mondo. Il nemico silenzioso è un "modello economico" che consuma terri torio, per cui un prato o una collina non valgono nulla come tali, ma solo come spazio edificabile.
L'inurbamento divora ogni anno ettari di verde, generando altret- tanti ettari di cementificazione, continuano a sorgere interi quartieri disabitati, fuori mercato e senza servizi. Eppure è noto l'ingente patrimonio immobiliare abbandonato a Roma: 100.000 alloggi sfitti, invenduti o abbandonati. Autorevoli studi economici e di settore dimostrano che l'industria edilizia non ha alcun bisogno di consumare altro territorio per prosperare, c'è il recupero di cubature inutilizzate, la demolizione e ricostruzione di immobili abbandonati e dismessi. Le poderose potenzialità del patrimonio ecologico e culturale di Roma e del Lazio emergono da dati incontestabili. La nostra regione è al terzo posto in Europa per flussi turistici con 13,2 milioni di arrivi e 34,4 milioni di presenze di turisti (dati Ebtl 2008) dopo le regioni metropolitane di Parigi e di Londra, staccando nettamente Madrid, Berlino, Vienna e Atene. Il settore del turismo, con 10 mila imprese e 160 mila addetti, dopo il commercio, è tra i principali bacini occupazionali del Lazio, con un trend travol- gente di nuovi investimenti: +69% in cinque anni (Fonte: Rapporto EURES - ATLAZIO Agenzia Turistica Lazio 2009).
Quindi l'Amazzonia d'Italia delle colate di cemento è insensata e distruttiva, toglie risorse al vero business dell'edilizia e del "sistema Italia" che è il recupero di aree, strutture e servizi, la riqualificazione del territorio, la promozione dei flussi turistici, in un Paese famoso nel mondo come "the best country of culture and art", il primo per l'offerta di arte e cultura (Country Brand Index 2009). Nonostante ciò, l'Amazzonia ambientale e socio-economica italiana è sotto gli occhi di tutti sotto forma di provvedimenti "anticrisi": Piano Casa con +20% delle superfici edificabili, tagli su beni culturali, istruzione ed enti locali, nessun aiuto alle PMI sul territorio. E come per ogni sistema ambientale compromesso, sono documentati il rischio sanitario e gli enormi costi sociali scaricati sulla collettività (dati OMS, Rapporto Mal'aria 2010). Come è logico aspettarsi questa situazione italiana e cittadina, in scala ridotta, si ritrova pienamente anche nel territorio del Municipio Roma 6.
Qui la locale Amazzonia abbandonata e a rischio di cementificazione è il grande comprensorio di verde urbano anticamente appellato Ad Duas Lauros - ultima enclave d e l l ' A g r o Romano("Comprensorio Casilino" nel burocratese comu- nale) grande un terzo del territorio municipale, tra le vie Prenestina, Casilina e Acqua Bullicante. L'eccellenza culturale e la vocazione turistica di questo territorio è certificata da decreti ministeriali, illustrata in documenti antichi (stampe del Piranesi, studi umanistici di Bosio del 1632) e documentata scientificamente da studi archeologi internazionali iniziati un secolo fa' e tuttora in corso da Ashby G.B. - 1929, Deichmann Tchira Ger.- 1957, Guyon FR - 1986, Ecole Francaise de Rome - 2003, Campagna SDO IT - 2005.
L'unitaria vocazione turistica ed eco-archeologica di Ad Duas Lauros è confermata dal cospi- quo impiego di fondi del Giubileo e Roma Capitale per grandi interventi nel Parco Villa De Sanctis e nel complesso Mausoleo S. Elena - Catacombe SS. Macellino e Pietro, terze per estensione a Roma, "pinacoteca sotterranea" della pittura romana antica, opera congiunta della Soprintendenza Archeologica di Roma e della Pontificia Commissione Archeologia Sacra che puntano al ricco mercato del turismo religioso. Ad Duas Lauros e Villa De Sanctis, con- centrano quindi in pochi ettari un irripetibile potenziale di natura, beni culturali, funzioni e servizi che con il completamento del programma (progetto comunicato dal Comune alla cittadinanza nel 1997) porta al territorio la contestuale fruizione di un'insi- gne area archeologica e museale, di verde attrezzato, di un centro sportivo e altre dotazioni tra cui: centro culturale municipale, punti di ristoro, teatro all'aperto, aree espositive, presidio del Servizio giardini, parcheggio per autobus turistici, zona ricreativa della locale parrocchia. Questo ragionevole e corretto assetto urbanistico del Comprensorio Ad Duas Lauros è assecondato dalla ricettività alberghiera e da possibili fonti di finanziamento di investimenti produttivi sul territorio. Il grande edificio dell'ex Istituto Farmaceutico Serono a Ponte Casilino è stato trasformato nel nuovo albergo "Eurostars Roma Aeterna" a quattro stelle, struttura in posizione strategica per comitive turistiche che con la stessa facilità possono visitare e soggiornare in Ad Duas Lauros, e andare verso ogni altra meta turistica del centro, grazie anche alle fermate della futura metro Linea C ubicate in zona [ per dettagli v. sito della Eurostars Hotel http://www.eurostarsho- tels.com/EN/hotels-roma-euro- stars-roma-aeterna.html ].
Per l'aspetto finanziario, solo per esemplificare, molti tipi di investimento in servizi, formazione, nuove imprese e turismo potreb- bero accedere ai fondi comunita- ri del Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo, Obiettivo Competitività regiona- le e Occupazione 2007-2013 (v. http://www.sirio.regione.lazio.it/ default.asp?id=316&documen- to_id=3501 ). Ma anche in questa Amazzonia di Roma sud-est il territorio è merce di operazioni speculative che bruciano capitali in modo improduttivo, qualità della vita, sviluppo locale e occupazione. Qui la "cura" del territorio è nel noto promemoria della Giunta Comunale di Ottobre 2009 che triplica l'indice di edificabilità e prevede il famigerato "Centro Direzionale Casilino", uno tsu- nami di cemento da 2.000.000 mc, e anche qui gli ulteriori "danni collaterali" all'ambiente urbano, alla salute e incolumità dei cittadini sono documentati nell'articolo "Licenza di uccidere" nel Viavai del mese scorso. Per maggiori info: Comitato di Quartiere Torpignattara (
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) e Osservatorio Casilino (www.osservatoriocasilino.it ).
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