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Repubblica - 24 giugno 2010 - Articolo su Repubblica
Sono 1.508 le morti nella
capitale che si possono ricollegare ai livelli di inquinamento
dell'aria. Una piaga che costa ai cittadini 3,8 milioni di euro in cure e
ricoveri. Il ministro dell'Ambiente: "Soluzioni allo studio, ma nella
capitale il problema è la congestione da traffico"

Roma è la città italiana con il maggior numero di presunte
morti da eccessivo inquinamento dell'aria: nella capitale infatti,
secondo una ricerca Nomisma presentata in un convegno dedicato al
trasporto sostenibile organizzato dal Vert, associazione scientifica
internazionale che si occupa del controllo delle emissioni inquinanti,
sono 1.508. E le polveri ultrasottili che derivano dalla combustione dei
motori costano alla collettività 3,8 milioni di euro, in base al numero
dei ricoveri attribuibili al pm10 e costi relativi a terapie adottate
in contesti extra-ospedalieri (spese per farmaci, riabilitazioni). Anche
per questo, ha annunciato il ministro dell'Ambiente, Stefania
Prestigiacomo - a margine del convegno 'Trasporto sostenibile: energia,
salute e ambiente' - il ministero sta valutando un piano per le auto
elettriche in città". "Per le grandi città - ha sottolineato il ministro
- l'elettrico è la soluzione". Il ministro pensa ai taxi e comunque sul
piano elettrificazione "il ministero ha avviato questo tipo di
confronto". Per Roma, comunque, ha concluso Prestigiacomo "il problema è
la congestione da traffico e non un inquinamento come la Pianura
Padana".
Secondo i dati, le elevate concentrazioni di PM10 in
atmosfera sono responsabili di 5.876 decessi all'anno in tutta Italia.
Di questi, ''534 sono riferibili ai tumori maligni della laringe, della
trachea, dei bronchi e dei polmoni'', ma ''se si considerano gli effetti
acuti relativi a malattie del sistema circolatorio e respiratorio'' il
numero sale a 953. La città dove le presunte morti da eccessivo
inquinamento dell'aria sono maggiori è appunto Roma (1.508), seguita da
Milano (906) e Torino (813). In coda a questa 'classifica' delle vittime
da polveri sottili ci sono Bari (130 morti), Messina (124), Catania
(110). Per quanto riguarda invece i livelli medi di concentrazione di
polveri sottili nel triennio 2006-2008, la capitale tocca i 40,4
microgrammi al metro cubo. Nelle prime 15 città italiane per
popolazione, oltre a Roma, le performance peggiori sono concentrate
nelle città del Nord e in particolare nell'area della Pianura Padana,
come Milano (49,2), Torino (56,5), Bologna (41,3), Verona (47), Padova
(46,7).
Pronta la replica del Campidoglio, per bocca del
presidente della Commissione Ambiente Andrea De Priamo: "I dati che
l'indagine di Nomisma ha reso noti sono riferiti al triennio 2006-2008 e
bocciano senza appello le politiche ambientali del centrosinistra. Da
quando si è insediata l'amministrazione Alemanno la situazione è
nettamente migliorata e attualmente tutte le centraline fanno registrare
un numero di sforamenti di Pm10 assolutamente inferiore rispetto al
passato". Per De Priamo "i numeri sono chiari e riportano nel 2009 il
47% dei superamenti in meno rispetto al 2007. Un trend in costante
miglioramento confermato anche dal primo semestre del 2010. Dall'1
gennaio al 21 giugno 2010 infatti i superamenti di tutte le centraline
sono stati 154. Nello stesso periodo del 2008 si era arrivati a 282
superamenti mentre nel 2007 (1 gennaio-21 giugno) si era toccata quota
416 sforamenti", anche se "siamo consapevoli di avere ancora molta
strada da percorrere".
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