Verso il piano particolareggiato

Ci aspettiamo da questa Amministrazione e dall assessore all'Urbanistica del V Municipio Emilio Giacomi la realizzazione finalmente idel piano particolareggiato per il comprensorio casilino e che questo metta una pietra tombale sugli appetiti edificatori nell' area.
 
L'elaborazione del PP da parte del Comune di Roma deve avere luogo tenendo conto di quanto segue:
  • La necessità di destinare le aree ancora libere (circa 100 ettari) a verde pubblico, in modo da garantire una disponibilità di verde procapite (almeno 9 mq per abitante) ai quartieri circostanti (Centocelle, Tor de Schiavi, Torpignattara, Prenestino)
  • di riqualificare l'intera periferia orientale attraverso la forestazione di parchi pubblici, per abbattere l'inquinamento atmosferico, per impedire ulteriori impermeabilizzazioni del suolo e migliorare così il microclima
  • di garantire il necessario rispetto e valorizzazione dei beni ambientali  e culturali presenti nel Comprensorio (vincolo archeologico Torpignattara e vincolo Ad duas lauros)
  • di garantire il rispetto delle prescrizioni del Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio per le aree classificate come zone di continuità naturale.

Passo dopo passo:

 

  1. Elaborazione del PP
  2. Trasmissione del PP al Municipio 5 per le osservazioni, che sono obbligatorie ma non vincolanti
  3. Il Municipio fa le proprie osservazioni al PP
  4. Il Comune controdeduce le osservazioni del Municipio, adottando eventualmente le modifiche e integrazioni presentate
  5. Il Comune pubblica il PP
  6. I privati presentano le proprie osservazioni
  7. Il Comune fa le proprie controdeduzioni alle osservazioni
  8. Il Comune adotta il PP con una Delibera Comunale
  9. Il Comune trasmette il PP alla Regione Lazio
  10. La Regione esamina il PP
  11. La Regione approva il PP

DAJE... arriviamo di corsa almeno punto 9, Grazie.

PTPR ci vuole chiarezza

Dimenticanza, superficialità, ritardi, omissioni o manovra?

In questi giorni sta montando la bufera sulla mancata approvazione della proroga al Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) scaduta lo scorso 14 Febbraio 2014, nonostante la delibera di giunta e della commissione competente che impegnava il consiglio regionale ad agire in tempi brevi per l’approvazione del Piano.

Ad oggi il PTPR è decaduto e quindi subentra ad esso la legge regionale n°28 del 1998 che contiene vincoli operativi simili al provvedimento di approvazione del PTPR che da oltre un decennio aspetta il via libera definitivo. Si sono susseguite occupazioni delle aule, voci di SCIE impazzite, di vincoli decatuti, di ruspe in movimento. Insomma una situazione fuori controllo che fino ad ora nessuno è riuscito a ricomporre in un quadro chiaro e senza ambiguità.

L’assessore Regionale Civita è netto nel dire che si sta facendo “molto rumore per nulla”. Secondo l’Assessore, infatti, il superamento della data del 14 febbraio non è comporta nessun richio in quanto “l’articolo 21 della legge regionale sul paesaggio (la n. 24 del 1998), al contrario di quanto sbandierato, aumenta i livelli di salvaguardia consentendo di realizzare nelle aree con decreto paesaggistico minimi interventi edilizi ovvero solo quelli di restauro edilizio, risanamento statico e manutenzione straordinaria degli edifici. Tale disposizione restrittiva resterà in vigore fino all’entrata in vigore della legge con la proroga al 14 febbraio 2015, ad oggi rinviata”.

La legge n°28 del 1998 definisce una serie di vincoli sulle aree riferibili all’articolo 82, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, oggi tutelate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il PTPR amplia i territori sottoposti alla tutela paesaggistica anche su altre aree non ricomprese il quelle vincolate ope legis dal citato Codice dei beni e definisce un quadro unico di riferimento e ad una perimetrazione chiara.
Fra l’altro ricordiamo che il Piano è stato redatto dalla Regione su delega da parte del MIBAC e che la Legge Galasso del 1985 (431/85) impone alle Regioni di provvedere ad una pianificazione paesistica del territorio, altrimenti lo Stato interverrà con i poteri sostitutivi.

Quindi, come dire, c’è un convitato di pietra in tutta questa storia (il MIBAC) che forse potrebbe far sentire la sua voce per chiarire la vicenda.

Ma tornando al problema della “vacatio” dovuta alla macanta approvazione del Piano e della proroga, noi dell’Osservatorio Casilino abbiamo interpellato Paolo Berdini (Urbanista, Docente e scrittore) che sostiene che la legge 28 del 98 riguarda esclusivamente le categorie di beni tutelati dalle leggi dello Stato, e cioè dalla ex legge 431/85 oggi inserita nel Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Questo vuol dire che da tale tutela rimangono fuori alcune aree. Sì ma quali? L’analisi è complessa ma sicuramente, sostiene sempre Berdini, saltano tutti i vincoli sulle fasce di salvaguardia nei centri storici. Altro esempio sono alcune aree che “giacciono” sulla tratta di collegamento da Cisterna all’Autostrada del Sole. Tali zone non sono ricomprese nel Codice dei beni culturali e del paesaggio ma invece vengono tutelate dal PTPR. Questo vuol dire che oggi – decaduto il PTPR - queste aree sono “liberate” da vincolo e quindi trasformabili.

Insomma un pasticcio. Un pasticcio che la Regione addossa al M5S reo di aver fatto slittare l’approvazione del Piano Casa che conteneva il PTPR come collegato. Un pasticcio che il M5S rispedisce al mittente affermando che da un lato il Piano Casa della nuova Regione è irricevibile senza correttivi, dall’altro che questa “dilazione” nell’approvazione del PTPR è una manovra per favorire i costruttori. Ripetiamo: un pasticcio.

Resta il fatto che – stando a quanto dicono in Regione – l’approvazione della proroga sarà veloce e quindi i tempi per poter avviare qualcosa sono veramente ridotti al minimo. Una finestra stretta non solo per la materiale presentazione dei progetti ma anche per l’iter burocratico delle autorizzazioni (c’è da fare un’istruttoria e c’è da avviare un processo non brevissimo).

Quindi dobbiamo stare tranquilli? Sì e no.

Essendo la burocrazia una scienza inesatta e molto molto interpretativa noi dell’Osservatorio Casilino (evitando sia di fare i pesci in barile sia gli urlatori di professione) vogliamo sia fatta chiarezza, e quindi chiediamo con forza:

  1. che si approvi in via definitiva il PTPR

  2. che in alternativa si metta all’ordine del giorno del primo consiglio utile l’approvazione della proproga in modo da stoppare sia fughe in avanti di natura speculativa, sia il nervosismo che non giova ad una serena disamina di un provvedimento così importante

  3. che, nell’attesa che uno o l’altro provvedimento vengano approvati, la Regione renda nota un mappatura/lista dei vincoli secondo la legge 28/1998, ovvero quelli esistenti in questa fase di vacatio

  4. che in questo periodio di incertezza il Ministero dei Beni Culturali svolga la sua attività di vigilanza al riguardo

Siamo una forza positiva del territorio che ha dimostrato capacità sia di lotta sia di dialogo. Non siamo disposti a cedere un centimetro del Comprensorio Casilino e ci rendiamo conto che tutta la nostra battaglia ha il suo centro in un principio: ciò che è tutelato deve rimanere tale.

Come dice un nostro attivista, la tutela è un pallone: una volta bucata, non importa dove, s’affloscia tutta.

Ecomuseo Casilino

L’Ecomuseo urbano Casilino Ad duas Lauros ricade nell’area del “Comprensorio Casilino - Ad duas Lauros”, che si estende dal parco di Centocelle, sulla Casilina, fino a Villa Gordiani, sulla Prenestina, includendo le vie di Torpignattara, Acqua Bullicante e Tor de Schiavi e si configura come una delle ultime tracce dell’Agro romano in un contesto urbano denso. In questa realtà urbana, localizzata nel settore orientale di Roma ed all’interno del G.R.A., si trovano varie tipologie di paesaggi:

  • un paesaggio archeologico: che va dal Mausoleo di Sant'Elena alle Catacombe dei SS. Marcellino e Pietro, dalle ville imperiali del Parco Archeologico di Centocelle, a Villa Gordiani, dall'Acquedotto Alessandrino fino alle Termae di Largo Irpinia.
  • il paesaggio della spiritualità: tale patrimonio inestimabile si inserisce infatti nel percorso storico delle vie Francigene del Sud parte del sistema di itinerari di pellegrinaggio tardoantico e medievale che attraversava l'Europa per raggiungere i principali centri di culto del Cristianesimo
  • il paesaggio agricolo della campagna romana con i casali, le torri e ciò che rimane dei campi coltivati, i tracciati agricoli antichi e le tracce delle zone pastorali;
  • il paesaggio naturalistico dato dalla presenza di aree verdi di pregio e di valore storico, come Villa De Sanctis, Villa Gordiani e il Parco di Centocelle.
  • il paesaggio storico-antropologico dato dalla straordinaria complessità della stratificazione culturale, storica e antropoligica del territorio, vera culla della civiltà antica e palcoscenico della storia e cultura contemporanea.

L'Ecomuseo vuole essere un infrastruttura immateriale che mette a sistema tali paesaggi unendoli attraverso percorsi pedonali e ciclabili, riconnettendo realtà anticamente collegate attraverso percorsi di visite guidate al fine di drenare sul territorio parte del flusso turistico della Capitale.


L'Ecomuseo si fonda quindi su una valorizzazione dell'esistente e la sua trasformazione economica attraverso non tanto la costruzione ma la rimessa in funzione
Per avviare tale progetto, da un lato deve essere recuperate le aree verdi e attivati vincoli di protezione adeguata, dall'altro vanno avviati piani di recupero della componente archeologica necessaria come attrazione primaria, del sistema dei casali e la loro trasformazione in strutture ricettive e fattorie didattiche (che attraverso il recupero delle antiche aree agricole può creare un sistema economico biodinamico a km zero), dei tracciati/percorsi agricoli. Il tutto in un sistema virtuoso di valorizzazione dinamica dato da un centro di documentazione che sia la centrale operativa sia della componente turistica, sia di quello scientifico interpretativa.
 
L'Ecomuseo, quindi, se da un lato rappresenta un presidio contro il consumo spregiudicato del suolo, una sorta di memoria dinamiche delle culture, della Storia e delle storie, dall'altro rappresenta un progetto vincente dal punto di vista economico in quanto capace di creare un microeconomia di zona durevole, a basso impatto, capace di farsi da sola volano di sviluppo e freno al degrado.

Verbale 25 ottobre 2016 - Fogne Villini

Al link il verbale (1.11 MB) della COmmissione Lavori Pubblici svoltasi a via Petroselli  il 25 ottobre 2016.

Bando delle Periferie

Conosciamo tutti il cosiddetto Bando delle periferie emanato poche settimane fa dal Consiglio dei Ministri. Un atto importante che prevede 500.000.000 di euro destinati a progetti di recupero, trasformazione virtuosa e contrasto alla marginalizzazione dei territori periferici urbani.
Il bando prevede una dotazione di alcune decine di milioni di euro (non conosciamo esattamente la cifra) per il nostro Comune ed è alla luce di questa disponibilità potenziale che abbiamo deciso avanzare una richiesta tanto semplice quanto necessaria: utilizzare parte di quei fondi per l’acquisizione a patrimonio pubblico delle aree private del Comprensorio Archeologico Casilino Ad Duas Lauros.
Parliamo di decine e decine di ettari che costituiscono un polmone verde per l’area compresa fra Viale della Primavera, Via Casilina, Via Acqua Bullicante e Via Prenestina. In questi mesi, grazie al lavoro nostro e delle associazioni che ci stanno accompagnando, è finalmente venuta chiaramente alla luce la straordinaria densità di quest’area di Roma. Storia, Archeologia, Antropologia, Arte, Paesaggio sono i tratti distintivi di una spazio che non è solo “presidio” ambientale ma ricchezza da valorizzare, punto di partenza per una riconfigurazione non solo urbanistica ma anche economica e sociale dell’area.
Nonostante questo, l’assenza di una chiara pianificazione urbanistica e le manovre speculative (l’ultima in ordine di tempo quella che ha portato alla costruzione del LIDL) stanno mettendo a repentaglio l’area che, ricordiamo, è vincolata paesaggisticamente e inserita nel contesto del PTPR. Sono in atto strategie di concentrazione delle proprietà private che sono il preludio ad un nuovo attacco al verde scagliato dai soliti noti. Non possiamo permetterci di perdere questo valore naturalistico (e di salute pubblica) e culturale.
Per questo motivo chiediamo al Muncipio Roma 5 e al Comune di Roma di farsi carico di una progettazione esecutiva nel contesto del bando delle periferie che preveda prima di tutto l’acquisizione delle aree del Comprensorio Casilino al patrimonio pubblico ed in particolare:
  • l’area verde compresa fra Via Casilina, Via Labico, Via dei Gordiani e confinante col perimetro dell’attuale Villa De Sanctis
  • l’area verde compresa fra Viale Telese, Via Teano, Via Prenestina
  • l’area verde compresa fra Via Labico, Via Acqua Bullicante, Via Teano e Via San Vito Romano
  • l’area verde attualmente privata del Parco Somaini.
Secondariamente chiediamo che vengano avviati:
  • la bonifica e la messa in sicurezza di tutto il comparto ambientale e naturalistico (con particolare attenzione alle aree con cavità e conclamato dissesto idrogeologico)
  • un piano di ricerca e studio negli ambiti culturali e ambientali del territorio attraverso la creazione di nuovi presidi di ricerca, interpretazione del territorio e il sostegno dei centri di documentazione e studio esistenti
  • Avvio di un piano di riqualificazione, ristrutturazione e valorizzazione dei beni culturali e naturali esistenti
  • Progettazione di un piano complessivo di promozione dell’area dal punto di vista culturale e naturalistico
Contestualmente chiediamo alla Regione Lazio di mettere in calendario la discussione della Legge Regionale sugli Ecomusei già approvata in commissione cultura e che giace nei cassetti della Pisana da quasi due anni.
Sono anni che le cosiddette “periferie” riempiono le pagine dei giornali più o meno a sproposito. Sono anni che si fanno piani, progetti e riunioni. Ora c’è la possibilità di avviare seriamente un’azione concreta di riqualificazione di una vasta area del Municipio Roma 5 in ottica sostenibile, ecologica, economicamente declinata ai modelli circolari e collaborativi.
Il primo passo per questa pianificazione è la piena disponibilità pubblica delle aree. Sono anni che lo chiediamo e ora c’è ne è la concreta possibilità tecnico-economica.
Ci facciamo portavoce dell’esigenza di una progettazione seria ed ambiziosa che archivi definitivamente una politica del suolo predatoria e un modello economico che non restituisce valore, ma anzi lo concentra in mano a pochi impoverendo il tessuto economica, sociale e culturale dell’area.
Abbiamo ampiamente dimostrato che l’Ecomuseo può essere un possibile strumento di questa pianificazione:
  • è basato sulla ricerca, lo studio e la valorizzazione del punto di vista delle comunità
  • è capace di mettere in moto scenari economici innovativi fondati sulla circolarità, la collaborazione e la sostenibilità
  • punta alla valorizzazione dell’esistente (economico e culturale, edilizio e naturale), lo restituisce ad una fruizione pubblica e ad una progettazione partecipata.
Il nostro progetto, le nostre competenze, la nostra passione è a disposizione. Purché si abbia la volontà seria di superare la logica delle emergenze, del baratto del suolo, del consenso pesato a cemento. Se c’è veramente voglia di realizzare l’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros, di proporre un modello nuovo di riqualificazione delle periferie, di fare veramente gli interessi diffusi delle comunità, questo è il momento di dare un segnale. Forte e chiaro.

Appunto sul Vincolo

APPUNTO SUL VINCOLO DI TUTELA APPOSTO CON D.M. 21.10.1995 SUL COMPRENSORIO ARCHEOLOGICO “AD DUAS LAUROS”

Nell’ambito del territorio del Comune di Roma (Municipio 5, nel quale sono stati accorpati gli ex Municipi 6° e 7°) è presente il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, “di eccezionale valore paesistico conservando in larga parte intatte le caratteristiche ambientali del paesaggio storico della campagna romana ad est di Roma tra le valli del fosso della Maranella e del fosso di Centocelle, nell’area dell’antico praedium imperiale denominato “Ad duas lauros” tra le consolari Prenestina e Labicana”.


Detto Comprensorio “per i valori archeologico-monumentali e per l’attitudine che il suo profilo presenta alla conservazione del contesto di giacenza del patrimonio archeologico nazionale, cioè quale territorio delle presenze di rilievo archeologico” è stato riconosciuto meritevole di protezione per il suo valore storico-culturale.


Pertanto il Comprensorio “Ad duas lauros” con D.M. 21.10.1995 è stato

  • perimetrato;
  • riconosciuto area di interesse archeologico di cui all’art. 1), lettera m) della Legge n.431 del 8.8.1985;
  • di conseguenza sottoposto al vincolo paesistico della Legge n. 1497 del 29.6.1939 ed alle prescrizioni della succitata Legge n.431/85.

Il Comprensorio “Ad duas lauros” è interessato dai Comprensori Tiburtino, Casilino e Centocelle del Sistema Direzionale Orientale del Piano Regolatore Generale del Comune di Roma.


Nei riguardi dell’apposizione del vincolo di tutela “Ad duas lauros”, alcuni privati hanno fatto ricorso al TAR del Lazio in data 4.12.1996, chiedendo l’annullamento del D.M. 21.10.1995 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali per due tipi di motivazione:


1. per l'inapplicabilità giuridica dello strumento di tutela adottato (vincolo paesistico ex Art. 1, lettera m della Legge 431/85),
2. per l'insussistenza della necessità della tutela delle aree in questione.


Il ricorso è stato accolto con Sentenza del TAR Lazio n. 12334 del 11.10.2006 solo per il primo dei due motivi.


La legge Galasso 431/85 impone infatti ope legis il vincolo paesistico su tutte le aree di interesse archeologico, ad esclusione di quelle ricadenti nelle zone omogenee di tipo A e B idefinite dal D:I. 1444 del 1968 e di quelle interessate da Piani Poliennali di Attuazione (PPA), così come disposto dall’Art. 1, lettera m, della Legge medesima.

Il Comune di Roma ha fatto rientrare il Comprensorio Casilino SDO nel II Piano Poliennale di Attuazione (PPA) del Comune di Roma con D.C. 2359 del 26.7.1984, approvato con D.G.M. 3134 del 13.4.1985.


Dopo cinque anni il PPA perde la propria efficacia ai sensi dell’Art. 13 della Legge n. 10 del 28.1.1977 stante la natura esecutiva e temporanea dello strumento urbanistico in questione, ma la Legge Regionale del Lazio n. 35 del 1978 all’Art. 25 dispone che l’efficacia delle previsioni del PPA permane fino alla loro completa attuazione.


Pertanto il vincolo imposto con D.M. 21.10.1995 è stato ritenuto dal TAR del Lazio illegittimo, disponendo di conseguenza l’annullamento del Decreto.


Va tuttavia tenuto presente che le previsioni di attuazione del PRG risalenti all’anno 1984 sono state ritenute non più attuabili dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 75 del 20.4.1985, mediante la quale è stato adottato il Progetto Direttore del 1995, che definisce le linee guida con cui dovevano essere successivamente pianificati i quattro Comprensori dello SDO (Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre-Spaccata).


In sostanza la D.C. di approvazione del Progetto Direttore ha annullato le precedenti previsioni per la zona I di PRG relativa al Comprensorio Casilino, che prevedevano tra l’altro la realizzazione di un raccordo autostradale che attraversava i comprensori da nord a sud, collegando l’autostrada Roma Firenze con quella Roma Napoli, e con la Via Cristoforo Colombo, definendo le linee guida di quella che doveva poi essere la pianificazione dei quattro comprensori dello SDO. Pertanto è da ritenere che le previsioni del II PPA non erano quindi più valide nel momento in cui è stato emesso il D.M. del 21.10.1995., ed apposto il vincolo di tutela sul Comprensorio Casilino.


Peraltro il Comune di Roma con D.C. 113 del 7.7.1997 aveva adottato una specifica variante al PRG modificando l’assetto delle infrastrutture nel settore urbano compreso tra Via Salaria e Via C. Colombo, in conformità alle indicazione del Progetto Direttore SDO, variante questa approvata dalla Regione Lazio con DGRL n. 1284 del 11.4.2000.


Il valore archeologico del comprensorio è peraltro confermato sia dai vincoli archeologici apposti nel corso del tempo su singole aree del comprensorio medesimo (Torrione sulla via Predestina, Via dei Gordiani, Tor Pignattara, Parco archeologico di Centocelle, sia da specifiche raccomandazioni di tutela da parte dell’allora competente Ministero della Pubblica Istruzione – Direzione Generale Antichità e Belle Arti. Si veda ad esempio la nota n. 705 del 20.7.1965 in occasione dell’approvazione del Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, adottato nel 1962 e poi approvato con DPR del 18.12.1965, “ai fini della tutela del basolato della Via Prenestina Antica e dell’adiacente zona di ruderi”.


La sentenza del TAR sarebbe stata quindi appellabile, in quanto il vincolo di tutela prescritto dalla Legge Galasso era legittimamente applicabile.

Tuttavia contro detta sentenza non è stato presentato appello al Consiglio di Stato da parte dell’Avvocatura di Stato.

Sulla base degli indirizzi contenuti nel Piano Direttore, e del successivo vincolo di tutela “Ad duas lauros” apposto con D.M. 21.10.1995, il Comune di Roma aveva in precedenza elaborato il Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino–SDO, adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, nel quale si destina a verde pubblico la quasi totalità dell’area interessata, prevedendo livelli minimi per le cubature da realizzare.


Tuttavia il Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino–SDO, adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, non è stato mai trasmesso alla Regione Lazio per la necessaria approvazione. Eppure il suddetto Piano Particolareggiato destinava a verde pubblico ben 90 ettari a verde pubblico, rispetto alla superficie complessiva del Comprensorio di 143 ettari.


Basandosi sulla sentenza del TAR Lazio n. 12334 del 11.10.2006, il Comune di Roma nel 2002 ha elaborato una proposta di Variante del Piano Particolareggiato a suo tempo adottato con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, prevedendo la trasformazione urbanistica di tutta la parte centrale del Comprensorio Casilino SDO, attraverso la realizzazione di residenze private per ben un milione e mezzo di metri cubi di edifici e di numerose strade. Restano destinate a parco pubblico solo la parte settentrionale e quella meridionale del Comprensorio, prevedendo la cementificazione di ben 33 ettari di territorio in precedenza destinati a verde pubblico. Pertanto le
aree destinate a verde pubblico scendevano dai 90 ettari del PP del 2002 a soli 57 ettari.


Nei riguardi di detta proposta del Comune di Roma le competenti strutture periferiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio) hanno chiesto chiarimenti in merito alla necessità o meno di attivare la verifica di assoggettabilità a VAS oppure la valutazione ambientale strategica Ex Art. 12 e 13 D.L. 152/2006.


Di conseguenza il Comune di Roma (Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie) provvedeva ad inoltrare alla Regione Lazio l’istanza di verifica di assoggetabilità a VAS con nota prot. 8700 del 11.7.2012, trasmettendo il Rapporto Preliminare e lo schema di Piano di variante.


Con Determinazione n. G07522 del 22.5.2014 la Regione Lazio determina che il Piano di Variante sia da assoggettare a VAS in conformità all’Art. 12 del D.L. 152/2006.


Detta Determinazione si fonda anche sul parere espresso in merito dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, la quale afferma che “il D.M. 21.10.1995 deve essere considerato vigente in quanto, secondo l’interpretazione autentica della Avvocatura Generale dello Stato, il TAR del Lazio, con sentenza n. 12334 del 11.10.2006, h determinato il venir meno del vincolo solo per le aree incluse nel Piano Poliennale di Attuazione e limitatamente alla completa realizzazione delle relative previsioni”.


Ciò è riportato anche nella nota del 3.12.2002, prot. MBAC-DR-LAZ 005-UFFTUT, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, in risposta alla sollecitazione avanzata dall’Osservatorio Casilino nei riguardi della necessità di garantire una adeguata tutela al Comprensorio Casilino SDO dopo la richiamata sentenza del TAR Lazio, sostenuta con nota dell’Osservatorio Casilino del 2.5.2012 e con la successiva lettera-diffida del 31.7.2012 dell’Avvocato Mazzi. In sostanza, l’Avvocatura Generale dello Stato, chiamata ad esprimersi dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma sull’efficacia delle disposizioni di tutela del D.M. 21.10.1995, ha dichiarato che “la motivazione della sentenza del Tribunale consente di ritenere – in coerenza con i limiti soggettivi ed oggettivi di efficacia del giudicato – che la pronunzia abbia determinato il venir meno delle prescrizioni di vincolo solo con riferimento alle aree incluse nel Programma Poliennale di Attuazione e limitatamente alla completa realizzazione delle relative previsioni”.


Il Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio è finalizzato alla conoscenza, tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici del Lazio, attraverso l’individuazione dei beni da tutelare e la pianificazione paesaggistica del territorio regionale. Esso è stato redatto in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le sue strutture periferiche competenti per territorio, ed adottato con DGRL n. 556 del 25.7.2007 e con successiva DGRL n. 1025 del 21.12.2007. Il PTPR effettua tra l’altro il rilievo delle aree sottoposte a vincolo paesistico, cartografandole nella serie di Tavole B. Il rilievo delle aree sottoposte a vincolo paesistico attraverso atti della Pubblica Amministrazione (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali oppure Regione Lazio) oppure disposizioni legislative, è avvenuto in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e con le Soprintendenze per i beni paesaggistici e per i beni archeologici competenti per territorio.


Anche il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros” è stato pertanto censito e registrato nella Tavola B 24, Foglio 374, come area di notevole interesse pubblico in quanto zona di interesse archeologico ai sensi dell’Art. 13, punto 3, lettera b della Legge Regionale n. 24 del 6.7.1998. Pertanto sulla base del punto 4 di detto Art. 13 “ogni modifica dello stato dei luoghi è subordinata all’autorizzazione paesistica ai sensi dell’Art. 25 (della Legge medesima), integrata, per le nuove costruzioni, dal preventivo parere della competente soprintendenza archeologica. In tal caso il parere valuta l’ubicazione degli interventi previsti nel progetto in relazione alla presenza ed alla rilevanza dei beni archeologici, mentre l’autorizzazione paesistica valuta l’inserimento degli interventi stessi nel contesto paesistico, in conformità alle specifiche disposizioni del PTP o del PTPR”.


Il PTPR attraverso la definizione dei sistemi ed ambiti del paesaggio, nella allegata Tavola A 24, Foglio 374, classifica quasi tutta l’estensione del Comprensorio archeologico “Ad duas lauros” come area di “paesaggio naturale di continuità”.


Le Norme del PTPR definiscono per ciascuna tipologia di paesaggio i limiti entro i quali possono avvenire le trasformazioni del territorio e quindi può avvenire il rilascio delle corrispondenti autorizzazioni paesaggistiche da parte della Soprintendenza competente per materia e territorio. Le aree classificate come “paesaggio naturale di continuità” sono pertanto sottoposte alle limitazioni di trasformabilità definite dall’Art. 23 delle Norme del PTPR medesimo.

L’Amministrazione Marino del Comune di Roma, in coerenza con il proprio programma di stopo al consumo di suolo e di riqualificazione della città esistente, con nota del 15.12.2014 ha comunicato alla Regione Lazio la propria intenzione di procedere ad una rielaborazione del Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino SDO, già adottato nel 2002 ma mai trasmesso alla Regione per la necessaria approvazione, chiedendo pertanto di non dare ulteriore corso alla procedura di assoggettabilità a VAS di cui alla Determinazione Dirigenziale del 22.5.2014.


Tuttavia non risulta che sia stata sviluppata una attività di istruttoria tecnico amministrativa da parte del competente Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica del Comune di Roma finalizzata alla rielaborazione del Piano Particolareggiato in questione.


Pertanto l’area del Comprensorio casilino SDO, nonostante il suo valore culturale ed ambientale, e le potenzialità presenti per la riqualificazione ambientale dei quartieri circostanti e dell’intera periferia orientale attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani tra la Via Prenestina e la Via Casilino, resta a venti anni di distanza dal Progetto Direttore SDO del 1995 l’unica area del Comune di Roma, e forse dell’intera Regione Lazio, ad essere priva di destinazione urbanistica.


Questa omissione rispetto alla necessità ed all’obbligo della pianificazione del territorio del Comprensorio Casilino SDO, che dura da oltre venti anni, ha luogo in un settore urbano caratterizzato dalle pesantissime criticità ambientali dei quartieri circostanti: densità abitativa tra le più alte d’Europa (16.000 abitanti al Kmq), carenza di verde pubblico tra le più critiche della città di Roma, notevole grado di impermeabilizzazione del suolo con conseguenti ricadute sul microclima, elevatissimi livelli di inquinamento atmosferico tra i più critici della città di Roma.


Con lettera congiunta del 16.12.2014 le Associazioni WWF-Gruppo Pigneto-Prenestino, Italia Nostra-Sezione du Roma, Federtrek, Legambiente-Circolo Città futura, e Osservatorio Casilino si sono rivolte alle autorità ed istituzioni competenti per sollecitare la salvaguardia del Comprensorio archeologico Ad duas lauros e la pianificazione urbanistica del Comprensorio Casilino SDO in coerenza con la necessità di salvaguardare i beni culturali ed ambientali presenti e di riqualificare il settore orientale della periferia romana.


Queste istanze sono state raccolte dal Consiglio del Municipio Roma 5, il quale con Risoluzione n. 15 del 3.8.2015 approvata all’unanimità ha impegnato il Sindaco di Roma ad avviare una pianificazione urbanistica del Comprensorio Casilino SDO finalizzata a salvaguardare i beni culturali ed ambientali presenti e ad avvicinare allo standard minimo di verde procapite la dotazione di verde dei quartieri limitrofi.

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