Il Comprensorio Casilino – SDO è un area di circa 143 ettari delimitata dalle vie Casilina, Acqua Bullicante, Prenestina e Tor de Schiavi.

L’area, fortunatamente solo in minima parte edificata, è l’ultima riserva verde ancora disponibile all’interno del territorio del V° Municipio, contribuendo efficacemente, ma non completamente, a colmare la carenza di verde presente nei quartieri circostanti di Torpignattara, Prenestino, Tor de Schiavi e Centocelle.

Con l’area dell’ex aeroporto di Centocelle, costituisce il Comprensorio “Ad duas lauros”, di elevato interesse archeologico; pertanto tutelato dal vincolo paesistico apposto dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali con D.C. 75 del 20.4.1995. L’area conserva in buona parte intatte le caratteristiche ambientali del paesaggio storico della campagna romana ad est di Roma, compresa tra i fossi della Maranella e di Centocelle nel cui ambito insisteva l’antico praedium imperiale denominato appunto “Ad duas lauros”.

Mausoleo di Sant’Elena

Il comprensorio rappresenta un patrimonio inestimabile non solo per i cittadini dei Municipi 6 e 7 ma anche per tutta la città di Roma grazie ad una straordinaria riserva di risorse archeologiche, storiche e culturali:

  • I beni storici, archeologici e paesaggistici nell’area di via di Acqua Bullicante e viale della Primavera
  • le trame delle vie consolari Prenestina e Casilina
  • la via Collatina Antica
  • l’acquedotto Alessandrino
  • le aree e i beni archeologici del complesso dei Gordiani
  • il Mausoleo di Sant’Elena, le catacombe dei Santi Marcellino e Pietro, i colombari e le cisterne
  • Beni storico-architettonici come casali e ville tipici dell’agro romano
  • una parte dell’antica via “Francigena del Sud”, già proclamata “Itinerario Culturale Europeo”

Il destino dell’area Nel corso degli anni ’90 il Ministero per i Beni culturali e ambientali ha sancito per il Comprensorio una serie di vincoli archeologici e ambientali, limitandone l’edificabilità. Anche il Comune di Roma ha riconosciuto l’importanza dell’area, nel senso della riqualificazione del territorio circostante e della salvaguardia dei beni culturali e paesistici in essa presenti, all’interno del Piano Direttore dello SDO adottato con DPR del 16.12.1965 Detti orientamenti si sono concretizzati nel Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino–SDO, adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare D.C. n.148 21 10 2001, nel quale si destina a verde pubblico la quasi totalità dell’area interessata, prevedendo livelli minimi, ancorché esuberanti, per le cubature realizzabili.

Acquedotto Alessandrino

Queste previsioni sono state confermate dal nuovo Piano Regolatore del Comune di Roma, adottato con D.C. n. 18 del 12.2.2008. Le previsioni, tuttavia, non sono mai diventate esecutive. Nell’ultimo decennio infatti l’area del Comprensorio è diventataoggetto di un contenzioso urbanistico sostenuto soprattutto dalle lobby degli affari e del cemento, tanto da costituire oggi uno dei casi più eclatanti di proposta urbanistica all’insegna della cementificazione, citato anche nel dossier di Legambiente “Roma al Metro Cubo”, che analizza le più recenti politiche di sviluppo urbano dell’amministrazione capitolina. Le rivendicazioni dei proprietari dei terreni, interessati al loro sfruttamento in senso edificatorio, sono sfociate in una serie di ricorsi.

La Sentenza del TAR del 11 ottobre 2006 sul ricorso n.16541/96 proposto da “Consorzio Centro Direzionale Casilino“ TAR fa decadere parte del vincolo AD DUAS LAUROS. A questa è seguito un Promemoria di Giunta, partorito dagli assessori Ghera e Corsini, del 14 ottobre 2009 , che tenta di revisionare il piano particolareggiato e triplica le cubature nel comprensorio casilino (prot. n. 13625/2009). I nostri amministratori hanno preso a pretesto la rimozione del vincolo sull’area per dire che non ci sono più ragioni da opporre ai proprietari per evitare la parziale edificazione del comprensorio. Nel gennaio 2010 l’Osservatorio Casilino ha inviato una lettera di diffida al Comune di Roma e a tutti i responsabili degli enti collegati in risposta ai tentativi di stravolgere l’assetto dell’area procedendo alla sua cementificazione massiccia.