Nota sull’incontro dei Comitati di quartiere con AMA e il Presidente del V Municipio svoltosi il 9 luglio 2019.

A cura di Sergio Scalia (Cdq Alessandrino)

Dopo una presentazione degli intervenuti, il Presidente Boccuzzi dà la parola ai rappresentanti dell’AMA.

Il Dirigente AMA Bagatti inizia chiedendo scusa ai cittadini presenti perché il servizio in queste settimane non è stato all’altezza ed ha creato molti disagi nei nostri quartieri. Bagatti ricorda che a fine maggio era aumentata la raccolta differenziata e si era consolidata una maggiore regolarità del servizio. Purtroppo, un guasto all’impianto di Rocca Cencia ha bloccato per tre giorni la trasferenza. Quando il 2 giugno l’impianto è ripartito, l’azienda aveva 90 autisti in ferie. Il 3 giugno l’impianto di Malagrotta ha ridotto di 500 t/giorno la capacità e non è stata consentita la trasferenza in altri impianti. Dal 5 giugno, con l’accumulo di 53.000 cassonetti non ritirati per l’impossibilità di trasferenza, si è creato il caos. L’ordinanza regionale di questi giorni ha messo a disposizione dell’AMA altri impianti di raccolta nel Lazio, ma molti si sono mostrati poco disponibili ad accogliere tutte le quantità necessarie per smaltire il pregresso e non esiste l’esercito, come avvenne in Campania, per imporre il rispetto dell’ordinanza regionale. Per Bagatti non serve realizzare nuovi impianti perché la capacità nel Lazio è di 2.600.000 mc. Poiché ad oggi vengono utilizzati poco più della metà, sarebbero in grado di raccogliere i 700.000 m³ aggiuntivi di Roma, visto che almeno 200.000 m³ vengono già trattati negli attuali impianti AMA.

Il responsabile della pianificazione Carcassi auspica che il nuovo modello di raccolta possa essere concordato con i Comitati di quartiere. Si prevede infatti di partire a settembre con la raccolta porta a porta nei quartieri di Pigneto, la Rustica, Quadraro vecchio, Villini e Certosa. Si utilizzeranno spazi nei giardini privati e nei cortili condominiali dove posizionare i nuovi raccoglitori del porta a porta e dove questi spazi non sono disponibili si realizzeranno le “Domus Light”, piccoli recinti vicino ai condomini dove depositare i raccoglitori. Tutti i contenitori saranno dotati di RFID (chip elettronici di riconoscimento), che identificheranno l’utente e la quantità di sacchetti depositati.

I rappresentanti dei Comitati di Villa De Santis, Tor Tre Teste, Alessandrino, hanno ricordato il caos e i pericoli per la salute determinati dall’accumulo dei rifiuti nei loro quartieri e hanno sollecitato l’avvio della raccolta porta a porta anche in questi quartieri per far scomparire i cassonetti dalle strade. È stato anche evidenziato come il problema della raccolta non riguardi solo i rifiuti indifferenziati, ma anche i cassonetti di carta e plastica. Su questo aspetto Carcassi ha riconosciuto la necessità di aumentare le frequenze per la differenziata, poiché i romani hanno superato le previsioni di AMA nel conferimento di carta e plastica e ha confermato l’incremento dei cassonetti di vario tipo nel V Municipio.

È stato anche denunciato come la cattiva abitudine di scaricare in strada, materassi ed elettrodomestici non sia imputabile solo a singoli cittadini, ma anche a piccole ditte di smaltimento che scaricano dai loro furgoni notevoli quantità di scarti che dovrebbero conferire a pagamento nei centri AMA. A tale proposito il presidente Boccuzzi comunica che saranno installati delle foto trappole in alcuni punti dove questo fenomeno è più diffuso.

I rappresentanti del comitato di quartiere Torpignattara hanno mostrato scetticismo rispetto alle scadenze annunciate da Carcassi, visto che già un anno fa l’assessore Pulcini aveva annunciato l’avvio del porta a porta in quei quartieri, ma fino ad oggi nulla è partito. Gli avvocati del comitato hanno ricordato che è stata avanzata da molti cittadini una richiesta di indennizzo all’AMA per la mancata fornitura di un servizio che viene pagato profumatamente dai romani, citando le norme e gli impegni non rispettati. I rappresentanti dell’AMA hanno ribadito che già esistono delle sanzioni fatte dal Comune per il mancato rispetto del contratto di servizio e che su questa vertenza è necessario un approfondimento in altra sede.

I rappresentanti di Alessandrino e di piazza Malatesta hanno ricordato che la legge nazionale obbliga i comuni ad utilizzare impianti nella propria area metropolitana ed è necessario che anche la città di Roma si doti di un sistema adeguato di impianti, perché la Regione ha dovuto superare con l’ordinanza le resistenze degli altri Sindaci del Lazio contrari a ricevere tutti i rifiuti della Capitale. Ciò può avvenire solo in una situazione di emergenza, ma non consente di eludere le prescrizioni di legge per lungo tempo.

Molti interventi hanno ribadito che prima di parlare di Domus Light occorre riportare i quartieri alla normalità igienico sanitaria con lo svuotamento e l’igienizzazione di tutti i cassonetti, la rimozione dei rifiuti a terra e il ritorno dello spazzamento sulle strade.

All’incontro hanno partecipato anche singoli cittadini del Quadraro vecchio, La Rustica, Prenestino, che hanno voluto documentare la situazione dei loro quartieri e hanno chiesto ad AMA di svolgere appieno il ruolo che compete ad una azienda pubblica che gestisce i rifiuti della Capitale.

L’incontro si è concluso con un impegno del Presidente e dei rappresentanti AMA a stabilire delle modalità di contatto permanente con i Comitati di quartiere per avviare la raccolta porta a porta e per monitorare il funzionamento del sistema di raccolta rifiuti nelle diverse zone del V Municipio.

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