• Comprensorio Casilino
  • Parco Centocelle
  • Interventi_edilizi_RM5
  • Moratoria Urbanistica

 - 

Lettera congiunta per il Comprensorio 2015 (947.61 kB)  del WWF - Italia Nostra - Legambiente per chiedere la riqualificazione ambientale della periferia orientale di Roma. Tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali presenti. 

Al Link (442.35 kB) il Dossier sul Comprensorio aggiornato a marzo 2015

 

 

 - 

Lettera per il Parco Centocelle (608.51 kB)  congiunta WWF - Italia Nostra - Legambiente per chiedere la riqualificazione del parco di Centocelle, la salvaguardia e la rivalutazione dei beni culturali ed ambientali presenti nell'area.

 

NON abbiamo bisogno di ulteriore cemento, una serie di interventi autorizzati alla faccia del cemento zero, Interventi_edilizia_RM5 (173.45 kB), spiccano fra tutti i 60 appartamenti a via telese di cui non sentiamo la necessità.

Per completezza alleghiamo (28.4 kB)  questa mozione vergognosa del PD PDL NCD, allegramente insieme per riprendere la cementificazione di Roma.

Nella seduta del 23 dicembre 2013 il Consiglio del Municipio Roma V ha approvato, con un’ampia maggioranza, una risoluzione attraverso la quale si richiede al Sindaco di Roma Capitale di deliberare una moratoria che sospenda tutte le procedure amministrative in ambito urbanistico avviate nei diversi dipartimenti comunali riguardanti il territorio del Municipio medesimo (si tratta di circa 30 interventi di nuova edilizia).  Documento del WWF (239.39 kB)

Appunto sul Vincolo

APPUNTO SUL VINCOLO DI TUTELA APPOSTO CON D.M. 21.10.1995 SUL COMPRENSORIO ARCHEOLOGICO “AD DUAS LAUROS”

Nell’ambito del territorio del Comune di Roma (Municipio 5, nel quale sono stati accorpati gli ex Municipi 6° e 7°) è presente il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, “di eccezionale valore paesistico conservando in larga parte intatte le caratteristiche ambientali del paesaggio storico della campagna romana ad est di Roma tra le valli del fosso della Maranella e del fosso di Centocelle, nell’area dell’antico praedium imperiale denominato “Ad duas lauros” tra le consolari Prenestina e Labicana”.


Detto Comprensorio “per i valori archeologico-monumentali e per l’attitudine che il suo profilo presenta alla conservazione del contesto di giacenza del patrimonio archeologico nazionale, cioè quale territorio delle presenze di rilievo archeologico” è stato riconosciuto meritevole di protezione per il suo valore storico-culturale.


Pertanto il Comprensorio “Ad duas lauros” con D.M. 21.10.1995 è stato

  • perimetrato;
  • riconosciuto area di interesse archeologico di cui all’art. 1), lettera m) della Legge n.431 del 8.8.1985;
  • di conseguenza sottoposto al vincolo paesistico della Legge n. 1497 del 29.6.1939 ed alle prescrizioni della succitata Legge n.431/85.

Il Comprensorio “Ad duas lauros” è interessato dai Comprensori Tiburtino, Casilino e Centocelle del Sistema Direzionale Orientale del Piano Regolatore Generale del Comune di Roma.


Nei riguardi dell’apposizione del vincolo di tutela “Ad duas lauros”, alcuni privati hanno fatto ricorso al TAR del Lazio in data 4.12.1996, chiedendo l’annullamento del D.M. 21.10.1995 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali per due tipi di motivazione:


1. per l'inapplicabilità giuridica dello strumento di tutela adottato (vincolo paesistico ex Art. 1, lettera m della Legge 431/85),
2. per l'insussistenza della necessità della tutela delle aree in questione.


Il ricorso è stato accolto con Sentenza del TAR Lazio n. 12334 del 11.10.2006 solo per il primo dei due motivi.


La legge Galasso 431/85 impone infatti ope legis il vincolo paesistico su tutte le aree di interesse archeologico, ad esclusione di quelle ricadenti nelle zone omogenee di tipo A e B idefinite dal D:I. 1444 del 1968 e di quelle interessate da Piani Poliennali di Attuazione (PPA), così come disposto dall’Art. 1, lettera m, della Legge medesima.

Il Comune di Roma ha fatto rientrare il Comprensorio Casilino SDO nel II Piano Poliennale di Attuazione (PPA) del Comune di Roma con D.C. 2359 del 26.7.1984, approvato con D.G.M. 3134 del 13.4.1985.


Dopo cinque anni il PPA perde la propria efficacia ai sensi dell’Art. 13 della Legge n. 10 del 28.1.1977 stante la natura esecutiva e temporanea dello strumento urbanistico in questione, ma la Legge Regionale del Lazio n. 35 del 1978 all’Art. 25 dispone che l’efficacia delle previsioni del PPA permane fino alla loro completa attuazione.


Pertanto il vincolo imposto con D.M. 21.10.1995 è stato ritenuto dal TAR del Lazio illegittimo, disponendo di conseguenza l’annullamento del Decreto.


Va tuttavia tenuto presente che le previsioni di attuazione del PRG risalenti all’anno 1984 sono state ritenute non più attuabili dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 75 del 20.4.1985, mediante la quale è stato adottato il Progetto Direttore del 1995, che definisce le linee guida con cui dovevano essere successivamente pianificati i quattro Comprensori dello SDO (Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre-Spaccata).


In sostanza la D.C. di approvazione del Progetto Direttore ha annullato le precedenti previsioni per la zona I di PRG relativa al Comprensorio Casilino, che prevedevano tra l’altro la realizzazione di un raccordo autostradale che attraversava i comprensori da nord a sud, collegando l’autostrada Roma Firenze con quella Roma Napoli, e con la Via Cristoforo Colombo, definendo le linee guida di quella che doveva poi essere la pianificazione dei quattro comprensori dello SDO. Pertanto è da ritenere che le previsioni del II PPA non erano quindi più valide nel momento in cui è stato emesso il D.M. del 21.10.1995., ed apposto il vincolo di tutela sul Comprensorio Casilino.


Peraltro il Comune di Roma con D.C. 113 del 7.7.1997 aveva adottato una specifica variante al PRG modificando l’assetto delle infrastrutture nel settore urbano compreso tra Via Salaria e Via C. Colombo, in conformità alle indicazione del Progetto Direttore SDO, variante questa approvata dalla Regione Lazio con DGRL n. 1284 del 11.4.2000.


Il valore archeologico del comprensorio è peraltro confermato sia dai vincoli archeologici apposti nel corso del tempo su singole aree del comprensorio medesimo (Torrione sulla via Predestina, Via dei Gordiani, Tor Pignattara, Parco archeologico di Centocelle, sia da specifiche raccomandazioni di tutela da parte dell’allora competente Ministero della Pubblica Istruzione – Direzione Generale Antichità e Belle Arti. Si veda ad esempio la nota n. 705 del 20.7.1965 in occasione dell’approvazione del Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, adottato nel 1962 e poi approvato con DPR del 18.12.1965, “ai fini della tutela del basolato della Via Prenestina Antica e dell’adiacente zona di ruderi”.


La sentenza del TAR sarebbe stata quindi appellabile, in quanto il vincolo di tutela prescritto dalla Legge Galasso era legittimamente applicabile.

Tuttavia contro detta sentenza non è stato presentato appello al Consiglio di Stato da parte dell’Avvocatura di Stato.

Sulla base degli indirizzi contenuti nel Piano Direttore, e del successivo vincolo di tutela “Ad duas lauros” apposto con D.M. 21.10.1995, il Comune di Roma aveva in precedenza elaborato il Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino–SDO, adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, nel quale si destina a verde pubblico la quasi totalità dell’area interessata, prevedendo livelli minimi per le cubature da realizzare.


Tuttavia il Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino–SDO, adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, non è stato mai trasmesso alla Regione Lazio per la necessaria approvazione. Eppure il suddetto Piano Particolareggiato destinava a verde pubblico ben 90 ettari a verde pubblico, rispetto alla superficie complessiva del Comprensorio di 143 ettari.


Basandosi sulla sentenza del TAR Lazio n. 12334 del 11.10.2006, il Comune di Roma nel 2002 ha elaborato una proposta di Variante del Piano Particolareggiato a suo tempo adottato con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, prevedendo la trasformazione urbanistica di tutta la parte centrale del Comprensorio Casilino SDO, attraverso la realizzazione di residenze private per ben un milione e mezzo di metri cubi di edifici e di numerose strade. Restano destinate a parco pubblico solo la parte settentrionale e quella meridionale del Comprensorio, prevedendo la cementificazione di ben 33 ettari di territorio in precedenza destinati a verde pubblico. Pertanto le
aree destinate a verde pubblico scendevano dai 90 ettari del PP del 2002 a soli 57 ettari.


Nei riguardi di detta proposta del Comune di Roma le competenti strutture periferiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio) hanno chiesto chiarimenti in merito alla necessità o meno di attivare la verifica di assoggettabilità a VAS oppure la valutazione ambientale strategica Ex Art. 12 e 13 D.L. 152/2006.


Di conseguenza il Comune di Roma (Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie) provvedeva ad inoltrare alla Regione Lazio l’istanza di verifica di assoggetabilità a VAS con nota prot. 8700 del 11.7.2012, trasmettendo il Rapporto Preliminare e lo schema di Piano di variante.


Con Determinazione n. G07522 del 22.5.2014 la Regione Lazio determina che il Piano di Variante sia da assoggettare a VAS in conformità all’Art. 12 del D.L. 152/2006.


Detta Determinazione si fonda anche sul parere espresso in merito dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, la quale afferma che “il D.M. 21.10.1995 deve essere considerato vigente in quanto, secondo l’interpretazione autentica della Avvocatura Generale dello Stato, il TAR del Lazio, con sentenza n. 12334 del 11.10.2006, h determinato il venir meno del vincolo solo per le aree incluse nel Piano Poliennale di Attuazione e limitatamente alla completa realizzazione delle relative previsioni”.


Ciò è riportato anche nella nota del 3.12.2002, prot. MBAC-DR-LAZ 005-UFFTUT, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, in risposta alla sollecitazione avanzata dall’Osservatorio Casilino nei riguardi della necessità di garantire una adeguata tutela al Comprensorio Casilino SDO dopo la richiamata sentenza del TAR Lazio, sostenuta con nota dell’Osservatorio Casilino del 2.5.2012 e con la successiva lettera-diffida del 31.7.2012 dell’Avvocato Mazzi. In sostanza, l’Avvocatura Generale dello Stato, chiamata ad esprimersi dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma sull’efficacia delle disposizioni di tutela del D.M. 21.10.1995, ha dichiarato che “la motivazione della sentenza del Tribunale consente di ritenere – in coerenza con i limiti soggettivi ed oggettivi di efficacia del giudicato – che la pronunzia abbia determinato il venir meno delle prescrizioni di vincolo solo con riferimento alle aree incluse nel Programma Poliennale di Attuazione e limitatamente alla completa realizzazione delle relative previsioni”.


Il Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio è finalizzato alla conoscenza, tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici del Lazio, attraverso l’individuazione dei beni da tutelare e la pianificazione paesaggistica del territorio regionale. Esso è stato redatto in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le sue strutture periferiche competenti per territorio, ed adottato con DGRL n. 556 del 25.7.2007 e con successiva DGRL n. 1025 del 21.12.2007. Il PTPR effettua tra l’altro il rilievo delle aree sottoposte a vincolo paesistico, cartografandole nella serie di Tavole B. Il rilievo delle aree sottoposte a vincolo paesistico attraverso atti della Pubblica Amministrazione (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali oppure Regione Lazio) oppure disposizioni legislative, è avvenuto in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e con le Soprintendenze per i beni paesaggistici e per i beni archeologici competenti per territorio.


Anche il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros” è stato pertanto censito e registrato nella Tavola B 24, Foglio 374, come area di notevole interesse pubblico in quanto zona di interesse archeologico ai sensi dell’Art. 13, punto 3, lettera b della Legge Regionale n. 24 del 6.7.1998. Pertanto sulla base del punto 4 di detto Art. 13 “ogni modifica dello stato dei luoghi è subordinata all’autorizzazione paesistica ai sensi dell’Art. 25 (della Legge medesima), integrata, per le nuove costruzioni, dal preventivo parere della competente soprintendenza archeologica. In tal caso il parere valuta l’ubicazione degli interventi previsti nel progetto in relazione alla presenza ed alla rilevanza dei beni archeologici, mentre l’autorizzazione paesistica valuta l’inserimento degli interventi stessi nel contesto paesistico, in conformità alle specifiche disposizioni del PTP o del PTPR”.


Il PTPR attraverso la definizione dei sistemi ed ambiti del paesaggio, nella allegata Tavola A 24, Foglio 374, classifica quasi tutta l’estensione del Comprensorio archeologico “Ad duas lauros” come area di “paesaggio naturale di continuità”.


Le Norme del PTPR definiscono per ciascuna tipologia di paesaggio i limiti entro i quali possono avvenire le trasformazioni del territorio e quindi può avvenire il rilascio delle corrispondenti autorizzazioni paesaggistiche da parte della Soprintendenza competente per materia e territorio. Le aree classificate come “paesaggio naturale di continuità” sono pertanto sottoposte alle limitazioni di trasformabilità definite dall’Art. 23 delle Norme del PTPR medesimo.

L’Amministrazione Marino del Comune di Roma, in coerenza con il proprio programma di stopo al consumo di suolo e di riqualificazione della città esistente, con nota del 15.12.2014 ha comunicato alla Regione Lazio la propria intenzione di procedere ad una rielaborazione del Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino SDO, già adottato nel 2002 ma mai trasmesso alla Regione per la necessaria approvazione, chiedendo pertanto di non dare ulteriore corso alla procedura di assoggettabilità a VAS di cui alla Determinazione Dirigenziale del 22.5.2014.


Tuttavia non risulta che sia stata sviluppata una attività di istruttoria tecnico amministrativa da parte del competente Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica del Comune di Roma finalizzata alla rielaborazione del Piano Particolareggiato in questione.


Pertanto l’area del Comprensorio casilino SDO, nonostante il suo valore culturale ed ambientale, e le potenzialità presenti per la riqualificazione ambientale dei quartieri circostanti e dell’intera periferia orientale attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani tra la Via Prenestina e la Via Casilino, resta a venti anni di distanza dal Progetto Direttore SDO del 1995 l’unica area del Comune di Roma, e forse dell’intera Regione Lazio, ad essere priva di destinazione urbanistica.


Questa omissione rispetto alla necessità ed all’obbligo della pianificazione del territorio del Comprensorio Casilino SDO, che dura da oltre venti anni, ha luogo in un settore urbano caratterizzato dalle pesantissime criticità ambientali dei quartieri circostanti: densità abitativa tra le più alte d’Europa (16.000 abitanti al Kmq), carenza di verde pubblico tra le più critiche della città di Roma, notevole grado di impermeabilizzazione del suolo con conseguenti ricadute sul microclima, elevatissimi livelli di inquinamento atmosferico tra i più critici della città di Roma.


Con lettera congiunta del 16.12.2014 le Associazioni WWF-Gruppo Pigneto-Prenestino, Italia Nostra-Sezione du Roma, Federtrek, Legambiente-Circolo Città futura, e Osservatorio Casilino si sono rivolte alle autorità ed istituzioni competenti per sollecitare la salvaguardia del Comprensorio archeologico Ad duas lauros e la pianificazione urbanistica del Comprensorio Casilino SDO in coerenza con la necessità di salvaguardare i beni culturali ed ambientali presenti e di riqualificare il settore orientale della periferia romana.


Queste istanze sono state raccolte dal Consiglio del Municipio Roma 5, il quale con Risoluzione n. 15 del 3.8.2015 approvata all’unanimità ha impegnato il Sindaco di Roma ad avviare una pianificazione urbanistica del Comprensorio Casilino SDO finalizzata a salvaguardare i beni culturali ed ambientali presenti e ad avvicinare allo standard minimo di verde procapite la dotazione di verde dei quartieri limitrofi.

Senza Rete Fognaria

A Roma senza rete fognaria..altro che olimpiadi !!!

 

A piazza Sessa Aurunca

 via Terracina

Video sulle Fogne

L'8marzo il minuscolo inserto su "Di Martedì" (LA7) di FLoris

Il 7 marzo su LA7 . Tagatà 

Il 3 marzo 2016 su Buongiorno Regione

Sul Fatto Quotidiano

Anche su "Mi Manda Rai Tre'

video

Il servizio delle Iene sulla mancanza della rete fognaria nell'intorno di via formia

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2015/12/07/casciari-quando-il-comune-sbaglia-e-paghi-tu_9847.shtml

Il servizio su Striscia la Notizia

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/ottant-anni-senza-la-fognatura_24224.shtml

Le cose che non tornano nel progetto LIDL

Una pianificazione attenta del territorio avrebbe dovuto prevedere nell'area interessata dal progetto LIDL qualcosa di diverso da uno spazio di vendita di media estensione (da 1.000 a 2.500mq).

Per ragioni di opportunità economica, sociale, antropoligica, ambientale e culturale. Nell'area in oggetto e nel raggio di 1km in ogni direzione di bussola, sono largamente insufficienti:

  • spazi culturali e di aggregazione
  • aree verdi che avvicinino la dotazione pro-capite ai 9mq previsti per legge
  • progetti di sviluppo del microcommercio, dell'artigianato e commercio di vicinato una volta fiorenti in zona e spazzati via dalla crisi e dalla grande distribuzione
  • spazi che siano collettore e moltiplicatore dell'enorme patrimonio professionale stanziato sul territorio e mai censito (professionisti dell'audiovisivo, makers, operatori culturali, facilitarori interculturali, associazioni etc.)

Queste sono alcune suggestioni (non le uniche e non le sole) che abbiamo riportato durante le conferenze di urbanistica partecipata dello scorso anno e che sono, crediamo, un embrione di needs assessment necessario a qualsiasi discorso di pianificazione seria del territorio in oggetto.

Se sommiamo a questa mancanza di "ascolto del territorio" l'inesistenza di una pianificazione organica dell'ex SDO Comprensorio Casilino, comprendiamo bene che il nostro territorio è, di fatto, una terra di nessuno che imporrebbe la cautela del "non si tocca una paglia". Questo aveva detto l'Assessore Caudo nelle conferenze di urbanistica partecipata ("Ciò che non è pianificato non si può trasformare") e noi concordiamo. Quindi, per concludere, essendo l'area non pianificata il Comune di Roma avrebbe dovuto dare parere negativo al progetto. In mancanza di questo "NO" il Municipio avrebbe dovuto – anche a processo avviato – supplire a questa carenza dando anch'esso un parere negativo. Una posizione essenziale dal punto di vista politico, che sarebbe stata in la linea con l'indirizzo che ha portato alla moratoria urbanistica.

Smarcato questo aspetto "politico" che ci aspettiamo e pretendiamo, ora e subito, passiamo alla parte tecnica dell'affare LIDL evidenziando cosa non va in questa partita

Il Vincolo Ad Duas Lauros

Il PTPR è strumento che non è mai stato adottato. Il PRG del 2008 mappa delle aree e delle esigenze evidenziate nel 2002 ma mai trasmesse in Regione e quindi in quanto tali prive di ogni valore: insomma il PRG nel nostro territorio non pianifica nulla e non definisce nulla. L'unico strumento reale esistente e cogente come strumento di tutela nella "vacatio" è il DM del 21.10.1995 che sancisce l'area come vincolata archeologicamente e paesaggisticamente. Questo impone autorizzazioni che non ci sono. Già questo, per noi, dovrebbe imporre il blocco del progetto

La trasformazione

Stando a quanto ne sappiamo la trasformazione dell'area da Artigianale a Commerciale (e residenziale) avviene nelle more del Piano Casa che, però, impone che tutte le attività conformi alla destinazione d'uso da trasformare (artigianali) esercitate nell'area fossero cessate nel Settembre 2010. L'ultima attività, l'officina del fabbro che esercitava in loco, ha chiuso nel 2014. Ne consegue che il permesso di trasformazione ci sembra assai poco giustificabile.

L'impatto viario

Per le strutture di vendita di media grandezza (1.000 / 2.500 mq) è necessaria la valutazione dell'impatto sulla viabilità ordinaria (capire insomma se Via Acqua Bullicante sostiene il carico di nuova viabilità generata dall'apertura della struttura). Ci sembra che tale valutazione (rilasciato dal Dipartimento VIII e VII) non ci sia. E la scusa che la struttura di vendita cuba 995mq complessiva non sta in piedi, prima di tutto perché appare evidente la "forzatura" al ribasso, dall'altro perché nel progetto è presente un locale deposito di oltre 140mq che – per rispetto almeno il buon senso – non è giustificabile se non in quanto funzionale alla vendita stessa. Insomma già i 5mq in meno evidenziano una furbata. L'aver scisso la vendita dal deposito ne sottolinea al cubo la portata maliziosa di quanto progettato.

Il taglio degli alberi

In base alla legge legge 157 del 1992 il taglio degli arbusti andava fatto nel rispetto delle nidifcazioni e quindi programmato nel periodo autunnale. Farlo adesso ha sicuramente comportato un danno ambientale non stimabile ma sicuramente non piccolo. Si è detto che gli alberi verranno ripiantati. Va bene. Ma la maturazione di alcune specie di pregio (quercie, pruni, nespoli) presenti nell'area impone decenni. Nel frattempo cosa facciamo? Respiriamo le polveri sperando nel verde futuro?

Queste ed altre saranno le cose che diremo quando saremo convocati. Perché di cose che non tornano ce ne sono tante e abbiamo bisogno che la politica si faccia finalmente carico di questo territorio trattandolo per quello che è: area di pregio dal punto di vista archeologico e paesaggistico, che necessità di una pianificazione urbanistica partecipata e condivisa con la cittadinanza, che va rispettata così come vanno rispettati gli abitanti che la popolano. Per questo noi chiederemo l'immediato blocco dei lavori. Ci sembra il minimo.

Page 1 of 3

Un Paese al Cemento - Paolo Berdini

da Il Manifesto del 28 aprile 2012

Metà della ricchezza italica è fatta di mattone. Ma i prezzi reggono solo grazie a un sistema bancario che non potrebbe tenere la svalutazione delle ipoteche Un miliardo di metri cubi costruito negli ultimi dieci anni: outlet, ipermercati e abitazioni che spesso rimangono vuote. Cresce il numero delle case sfitte, mentre sempre più persone sono costrette a vivere in roulotte e baracche Leggi tutto