Villa De Sanctis così vicina cosi lontana ....

L’Osservatorio Casilino chiede:

  • l’apertura dei varchi pedonali da via dell’Acqua Bullicante a Villa De Sanctis
  • il vincolo di tutela ambientale sull’intero Comprensorio Casilino

 

Sapete cosa c’è tra via Labico e Villa de Sanctis?

Fortunatamente niente. O, per meglio dire, quasi niente. Perché se si esclude l’incomprensibile collocazione di un deposito giudiziario di carcasse di auto che deturpa la continuità di un paesaggio rurale di suggestiva bellezza, prova ulteriore che in questa città alle auto è concesso il diritto di usurpare ogni dove, la vista dall’alto rivela un’area verde incontaminata che si fonde in un corpo unico con Villa de Sanctis. Leggi tutto -

di Valeria Garbati - Comitato Torpignattara

Tutela del Comprensorio

Nell’ambito del territorio del VI Municipio del Comune di Roma è presente il Comprensorio Casilino SDO, area di circa 143 ettari delimitata dalle vie Casilina, Acqua Bullicante, Prenestina, Primavera e Tor de Schiavi. L’area, fortunatamente solo in minima parte edificata, è l’ultima riserva verde ancora disponibile all’interno del territorio del VI°e VII° Municipio, contribuisce efficacemente, ma non completamente, a colmare la carenza di verde presente nei quartieri circostanti di Torpignattara, Prenestino, Tor de Schiavi e Centocelle.

Area del Comprensorio Casilino

L’ area del Comprensorio è stata riconosciuta area di interesse archeologico ai sensi dell’Art. 1, lettera m, della Legge 431/85 (Legge Galasso) e quindi sottoposta al vincolo paesistico della Legge 1497/39 con D.M. 21.10.1995 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali assieme all’area dell’ex aeroporto di Centocelle e ad altre aree non edificate del VI Municipio. L’area oggetto di detto vincolo di tutela è denominata “Comprensorio Ad duas lauros”, di elevato interesse archeologico “per i valori archeologico-monumentali e per l’attitudine che il suo profilo presenta alla conservazione del contesto di giacenza del patrimonio archeologico nazionale”. Si tratta infatti di “un comprensorio di eccezionale valore paesistico conservando in larga parte intatte le caratteristiche ambientali del paesaggio storico della campagna romana ad est di Roma tra le valli del fosso della Maranella e del fosso di Centocelle, nell’area dell’antico praedium imperiale denominato “Ad duas lauros” tra le consolari Prenestina e Labicana”.

Già in precedenza all’apposizione del vincolo relativo al Comprensorio Ad duas lauros il Comune di Roma aveva riconosciuto l’importanza dei due comprensori Casilino e Centocelle-Torre Spaccata dello SDO ai fini della riqualificazione del territorio circostante ed alla salvaguardia dei beni culturali e paesistici in esso presenti, attraverso gli indirizzi di pianificazione urbanistica contenuti nel Piano Direttore dello SDO adottato con D.C. 75 del 20.4.1995

Il Progetto Direttore dello SDO delinea infatti “una strategia di intervento che tende a privilegiare la individuazione nei quattro Comprensori Direzionali (Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle-Torre Spaccata) di vaste aree verdi irrinunciabili, organizzate in parchi urbani, con funzione di riequilibrio territoriale e ambientale del settore orientale” della città di Roma. In questo senso il Piano Direttore conferma la omogeneità del territorio Pietralata-Tiburtino e la sua diversità da quello altrettanto omogeneo Casilino-Centocelle, caratterizzati quest’ultimo dalla presenza di beni ambientali e culturali di notevole rilievo, e da essere adiacenti a quartieri densamente popolati e poveri di verde pubblico. Particolare importanza assume a tale riguardo il Comprensorio Casilino, in particolare al fine di garantire i necessari standard urbanistici di verde pubblico (9 mq per abitante) nei riguardi delle aree adiacenti già fittamente edificate.

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Fogne - una infrastruttura primaria negata

Sembra incredibile, ma realizzare una rete fognaria in una area oramai centrale di Roma prossima Porta Maggiore, edificata negli anni '30 con regolari permessi, sembra essere una questione che non interessa più di tanto né il Comune né il Municipio.

L'Associazione Civica Villini Santa Maria a nome dei residenti del quadrante di via Formia, via Labico, via Norma, via Cori, via Minturno, via Sezze da anni chiede inutilmente alle varie Amministrazioni al governo della città di realizzarvi un sistema fognario integrato con la rete cittadina; sebbene l'intervento sia sistematicamente compreso nel loro programma elettorale, non si è mai riusciti a portarlo a termine!

L'attuale Amministrazione *sembrava non* essersi limitata a sole promesse: facendo tesoro delle indicazioni dei residenti chiamati a collaborare ad un tavolo tecnico con l'Amministrazione, più di due anni fà aveva fatto realizzare dalla ACEATO2 un "progetto preliminare" di buona qualità, tale che con limitate integrazioni poteva qualificarsi come "progetto definitivo" , consentendo entro un tempo tecnico contenuto di circa due anni, di risolvere finalmente l'annosa vicenda. Le rassicurazione ricevute dall'Uffcio Tecnico dell'Assessorato ai LLPP nella persona di Calogero di Rocco, poiché fondate su una chiara documentazione di riferimento e con una valutazione di spesa "contenuita" di 700 mila euro, sembravano superare definitivamente le generiche promesse del passato. Da allora sono trascorsi due anni ed il progetto è rimasto allo stato preliminare!

Lo spirito di voler fare, e fare bene, che aveva ispirato gli incontri tra gli enti tecnici e la rappresentanza dei cittadini, riuscendo persino a coinvolgere gli organi politici del Municipio e del Comune pur di segno opposto sembra essere sparito.
Abbiamo parlato con la segreteria del Sindaco Alemanno, ci viene detto che la responsabilità dei ritardi sono di ACEA, che ACEA non da seguito ai piani concertati con l'Assessorato, ma come è possibile ?
Ma l'ACEA non è al 51% del Comune ? Se questa è la situazione, cosa potrebbe accadere se fosse completamente privata ?

Torpignattara ad un Bivio

di Valeria Garbati –Comitato Torpignattara

Territorio poliedrico, Torpignattara, ricco di sfaccettature, groviglio di problemi complessi e  potenzialità incredibili. Universo multietnico in costante divenire, compresso in uno spazio ristretto, dove scenari  urbani e rurali di suggestiva bellezza faticano a squarciare la crosta di degrado e di cemento che li soffoca. Terra di approdi  Torpignattara,  di un pellegrinaggio mai cessato nei secoli cominciato dai primi  cristiani che lungo le rotte della Fracigena si fermavano qui per omaggiare la tomba di Sant’Elena e arrivato  ai giorni nostri con le migrazioni del dopoguerra, dapprima dal centro e sud Italia, ora dal sud del mondo.

Ne avrebbe di  cose da mostrare, da raccontare e probabilmente anche da insegnare Torpignattara  se solo qualcuno avesse interesse a venirle scoprire. Credo di non esagerare dicendo che per la complessità antropologica e culturale, per la ricchezza del patrimonio archeologico e per lo straordinario  ecosistema rurale rappresentato dal Comprensorio Casilino, Torpignattara è, a livello accademico sia nazionale che internazionale, uno dei quartieri più studiati di Roma.

Ma sono in pochi a volersene interessare. Sicuramente non le istituzioni che si ricordano di Torpignattara  solo quando si tratta di darla in pasto agli appetiti voraci delle solite lobbies di palazzinari, poco importa se i parametri ambientali dimostrano chiaramente che non è in grado di sopportare un solo grammo di cemento in più, o dei media  a cui piace evocare il termine banlieue o periferia marginale nonostante sia a due passi dal centro  senza probabilmente aver mai fatto lo sforzo di  varcare il confine  per tentare di capire cosa c’è  veramente da queste parti.

Una volta in un incontro in una sede istituzionale  qualcuno mi ha detto “voi siete considerati territorio di risulta “ come dire siete la serie B, quindi aspettatevi di tutto o  meglio  non aspettatevi nulla. Nessuna attenzione, nessun investimento che non sia puramente speculativo, nessun intervento  per favorire il benessere diffuso, nessuna prima pagina per dire che qui sta nascendo l’unico ecomuseo urbano a Roma ovvero una realtà innovativa, un modello di sviluppo sostenibile che salvaguarda e valorizza il territorio in alternativa all’economia del cemento, dei centri commerciali e del traffico insensato.

E’ dovuto succedere un fatto mostruoso per accendere i riflettori su Torpignattara.

Ma per favore, che ci vengano risparmiati i proclami e la retorica.

Ora c’è spazio solo per  le scelte e le azioni.

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Cessione del diritto di superficie

Si trasmette in allegato l' avviso del Comitato di Quartiere Villa De Sanctis in merito all'incontro tra i cittadini interessati e i tecnici di
"Risorse per Roma" circa la cessione in proprietà delle aree già cedute dal comune di Roma in diritto di superficie per la realizzazione
di alcuni edifici di cooperative del quartiere.  - Claudio Romano -   Documento.

Social City

di Carlotta Magnanini, L'Espresso
Ritrovare l'appartenenza a una comunità. Grazie a quartieri dove tutto si può raggiungere a piedi. E a metropoli a dimensione umana. Utopia? No, già realtà.

Quindici minuti. Il più importante movimento di riforma nel campo dell'architettura dell'ultimo ventennio, secondo il New York Times, poggia su uno spicchio di orologio. Quindici minuti è il tempo che ci vuole per recarsi a piedi in ufficio, al supermercato, a scuola se si vive secondo le regole del New Urbanism. La città del futuro? È un quartiere: amministrato dalla vivibilità, l'armonia e la 'walkability' a misura di pedone.

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Risparmio Energetico

Rispetto per il verde e risparmio energetico sono due faccie della stessa medaglia.

Lo sfruttamento delle energie rinnovabili permette un risparmio diretto e possibilità di guadagno: Il fotovoltaico sul tetto, il solare termico, la generazione di energia attraverso le caldaie a biomassa per la produzione di calore per il riscaldamento e per l'acqua calda sanitaria sono delle opportunità da non sottovalutare.

Per maggiori informazioni visita i siti  LightLand soluzione energia (fotovoltaico e solare termico) e LightLand Biomasse (caldaie a legna, caldaie a pellet e caldaie a cippato).

Un Paese al Cemento - Paolo Berdini

da Il Manifesto del 28 aprile 2012

Metà della ricchezza italica è fatta di mattone. Ma i prezzi reggono solo grazie a un sistema bancario che non potrebbe tenere la svalutazione delle ipoteche Un miliardo di metri cubi costruito negli ultimi dieci anni: outlet, ipermercati e abitazioni che spesso rimangono vuote. Cresce il numero delle case sfitte, mentre sempre più persone sono costrette a vivere in roulotte e baracche Leggi tutto